Italia, Irlanda, Francia e ora Spagna. Il caso di Ceuta è una miccia che accende vecchie braci.
Per quanto ci dicano che le Nazioni non esistono più, che l’identità è un orpello, che la storia si può barattare la manifestazione di ieri a Madrid è un filo che lega i popoli d’Europa che negli ultimi mesi stanno rialzando la testa contro l’immigrazione.
Ceuta dimostra che questi fenomeni non sono spontanei né inevitabili, sono armi politiche utilizzate da stati e potenze per imporre agende migratorie e danneggiare paesi ed ecosistemi.
Stati Uniti e Israele in Tunisia, la Russia nel Sahel, la Turchia in Grecia: copioni simili di spartiti antieuropei.
Ma per quanto la narrazione globalista e di sinistra cerchi di farci accettare la sostituzione etnica si alza un vento di riconquista. L’abbiamo visto in questi mesi in Italia con le manifestazioni per Remigrazione e in tutta Europa dove le violenze degli immigrati hanno provocato legittime e dure reazioni.
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