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Non dimentichiamoci che l’oro e l’argento possono scendere anche quando il mondo diventa più incerto. Ed è proprio questo che, oggi, dovrebbe farci riflettere.
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7 0 2 ноя, 10:42
COSA STA SUCCEDENDO? Venerdì scorso i mercati finanziari hanno vissuto una giornata pesante. E anche l’oro, tradizionale bene rifugio, non è riuscito a sottrarsi alle vendite. Venerdì 30 ottobre Wall Street ha chiuso con perdite significative: • Nasdaq: -2,86%, penalizzato soprattutto dalle vendite sui titoli tecnologici. • S&P 500: -1,80%, nella peggiore seduta da giugno. • Dow Jones: -1,10%. • Intel: quasi -29% in una sola giornata, dopo una previsione sugli utili inferiore alle attese. A pesare sul mercato sono stati soprattutto i timori legati alle enormi spese delle società tecnologiche AI e alla possibilità che gli investimenti non producano i ritorni economici sperati / promessi Anche l’oro è finito sotto pressione. Nella stessa giornata il metallo prezioso ha perso circa il 3,5%, scendendo sotto la soglia dei 3.900 dollari l’oncia e toccando i minimi da oltre un anno. Una correzione importante, che ci ricorda una cosa: l’oro fisico e l’oro finanziario non sono necessariamente la stessa cosa, soprattutto quando i mercati entrano in una fase di forte tensione. Oggi una parte rilevante degli investimenti in oro passa infatti attraverso strumenti finanziari: ETF, ETC, futures e prodotti derivati. Non tutti questi strumenti funzionano allo stesso modo: alcuni sono garantiti da oro fisico custodito, altri replicano il prezzo attraverso contratti finanziari, futures o swap. Quando i grandi fondi devono ridurre il rischio, liquidare posizioni o reperire liquidità, anche le esposizioni finanziarie sull’oro possono essere vendute rapidamente. E così può accadere qualcosa di apparentemente paradossale: mentre aumenta l’incertezza sui mercati e cresce il bisogno di protezione, anche l’oro viene venduto. Perché sta succedendo? Ci sono diversi fattori in gioco. • Tassi d’interesse: le preoccupazioni sull’inflazione, alimentate anche dal rialzo del petrolio, hanno rafforzato le aspettative di tassi americani elevati, rendendo tecnicamente meno attraente un asset che non produce interessi. • Prese di profitto strategiche: dopo una lunga fase di rialzo, molti investitori hanno preferito incassare i guadagni. • Liquidazioni finanziarie: le forti oscillazioni di Borsa possono costringere alcuni operatori a ridurre le posizioni e vendere anche attività considerate difensive. Cosa possiamo aspettarci adesso? A mio avviso ci troviamo davanti a due scenari possibili. SCENARIO 1 – Una correzione salutare L’oro sta semplicemente scaricando gli eccessi accumulati durante la precedente fase rialzista. Dopo aver trovato un nuovo equilibrio, potrebbero tornare gli acquirenti e il metallo potrebbe riprendere la sua tendenza positiva. Cio’ rappresenta un’opportunità per coloro che non hanno mai preso posizione  SCENARIO 2 – Una correzione più profonda Le aspettative di tassi d’interesse elevati e la liquidazione delle posizioni speculative potrebbero continuare. In questo caso assisteremmo a un ulteriore ridimensionamento delle quotazioni prima di trovare un nuovo equilibrio. C’è però un aspetto che fa riflettere... L’oro sta correggendo anche in un contesto di forte incertezza geopolitica, con tensioni internazionali e rischi che non sembrano affatto diminuiti. Tradizionalmente, proprio in queste situazioni, l’oro dovrebbe beneficiare della domanda di beni rifugio. E invece, almeno nel breve periodo, sta prevalendo un’altra dinamica: il peso dei tassi d’interesse e dei grandi movimenti della finanza sta superando la tradizionale domanda di protezione. È un elemento che merita attenzione. Non significa che l’oro abbia perso il suo ruolo di riserva di valore. Significa piuttosto che dobbiamo distinguere sempre di più tra il prezzo dell’oro determinato dai mercati finanziari nel breve termine e il valore strategico del possesso di oro fisico nel lungo periodo. Non confonderei una correzione delle quotazioni con un cambiamento definitivo del ruolo dell’oro.  In queste situazioni la prudenza, la diversificazione e una visione di lungo periodo diventano ancora più importanti.
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39 1 2 ноя, 10:42
GOLD INTELLIGENCE Binance sotto attacco: 6,3 miliardi di dollari coinvolti. Il rischio della custodia digitale. 30 ottobre 2026 Un nuovo campanello d’allarme per il mondo delle criptovalute. Nella notte Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo, ha comunicato di aver subito una grave violazione della sicurezza informatica, con un impatto stimato di circa 6,3 miliardi di dollari. Binance dichiara di aver già individuato e congelato circa 3 miliardi di dollari di asset coinvolti, grazie alla collaborazione con altri operatori. La società ha inoltre assicurato che coprirà tutte le eventuali perdite attraverso i propri fondi e il fondo SAFU. Per precauzione, depositi e prelievi sono stati temporaneamente sospesi. La vicenda è ancora oggetto di indagine e le cifre sono provvisorie. Ma al di là dell’attacco, c’è una questione che merita una riflessione più ampia. Possedere un asset non è la stessa cosa che affidarlo a un intermediario. Quando acquistiamo criptovalute attraverso un exchange, spesso tendiamo a confondere la disponibilità economica dell’investimento con il possesso effettivo dell’asset. In realtà, se lasciamo le nostre criptovalute sulla piattaforma, affidiamo a un soggetto terzo la custodia e la gestione delle chiavi necessarie per movimentarle. Questo significa esporsi a diversi rischi: • Attacchi informatici e violazioni dei sistemi. • Problemi di liquidità o insolvenza dell’intermediario. • Sospensione dei prelievi e limitazioni operative. • Rischi legati alla sicurezza e alla gestione delle chiavi private. Anche un wallet personale non è completamente esente da rischi: occorre proteggere le chiavi private, le credenziali e i dispositivi. Tuttavia, la custodia autonoma elimina la dipendenza operativa dall’exchange. La differenza con l’oro fisico Qui emerge una distinzione fondamentale. L’oro fisico detenuto direttamente dall’investitore non dipende dalla sicurezza informatica di una piattaforma, dalla solvibilità di un exchange o dalla possibilità di autorizzare un trasferimento digitale. Un lingotto o una moneta d’oro, una volta acquistati e consegnati, rappresentano un bene tangibile di proprietà dell’investitore. Naturalmente esistono altri rischi: furto, smarrimento, contraffazione e costi di custodia. Ma sono rischi differenti, che non dipendono dal funzionamento di un’infrastruttura digitale. La differenza sostanziale è tra detenere direttamente un bene e affidare a un intermediario la disponibilità del proprio patrimonio. La lezione di Binance non è che le criptovalute non siano sicure. È che la custodia è parte integrante del rischio di qualsiasi investimento. In un mondo sempre più digitalizzato, la proprietà effettiva, la disponibilità e il controllo dei propri asset tornano a essere elementi centrali nella gestione della ricchezza.
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27 1 1 30 окт, 11:11
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