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3) UN POST SULLA SCHIENA
E così Vance non ha atteso nemmeno 24 ore per sferrare la sua pugnalata alla schiena contro Trump. Mai letto un post (qui) più inutilmente prolisso, insulso ed autoreferenziale. Un linguaggio astruso e repellente per l’americano medio (e non solo), che per fortuna non avrà mai letto nessuno dei testi scritti da Vance, altrimenti i voti sarebbero stati ancora meno.
Il motivo della sconfitta non è il conflitto con l’Iran, come dice il ventriloquo del papa, ma al contrario, come abbiamo già scritto qui e qui, non averlo portato a termine subito, permettendo agli iraniani di applicare il proprio metodo terroristico allo Stretto di Hormuz, impedendo il traffico marittimo e provocando l’aumento del costo del petrolio, che era il suo vero obbiettivo, mentre i negoziati con il suicida MoU di Vance, erano solo un modo per allungare i tempi.
Ma la vera causa della sconfitta elettorale è un’altra: tanto ovvia quanto tabù (continua).
Parte1 - Parte2 - (Covid truffa, 4 novembre 2026)
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5 ноя, 01:49
2) LA LOBBY CATTOLICA ALLA CASA BIANCA
Perché Trump fermò l’attacco finale all’Iran il 7 aprile? (da qui)
Oltre un terzo dei membri dell’Amministrazione Trump è di fede cattolica: il vicepresidente Vance, il potente Rubio, Kennedy jr., Ratcliffe (CIA) e Leavitt solo per citare i più importanti.
Trump invece era di fede presbiteriana, ma nell'ottobre del 2020, undici giorni prima delle elezioni presidenziali, annunciò di averla lasciata, dichiarandosi “cristiano a-confessionale” (qui e qui).
Non si trattava di una "conversione" religiosa (non è proprio il tipo) ma di opportunismo politico: i presbiteriani ormai erano passati in gran parte al campo “progressista”; la necessità di allargare la base elettorale evangelica bianca conservatrice; liberarsi dai vincoli delle chiese istituzionali per una maggiore autonomia in campo politico.
I suoi discorsi “spirituali” sono assai grossolani e utilitaristici, costruiti a scopo identitario ed elettorale, tant’è che nella sua storia personale non si vedono molte tracce di remore etico-religiose...
L'ultimatum del 7 aprile doveva scadere 10 giorni prima, ma Trump lo posticipò per la concomitanza del periodo pasquale (qui), su pressione del blocco governativo cattolico.
Ma poche ora prima dell’attacco finale all’Iran ci fu il criminale discorso di Leone XIV (qui), che arrivò a chiedere ai cattolici di contattare i membri del congresso americano per fermare Trump:
una richiesta di natura eversiva che invitava i cittadini ad ubbidire ad un monarca assoluto di uno Stato estero dispotico, contro il proprio paese democratico; ultimo atto di mesi e mesi di aggressioni verso il Presidente USA e la sua politica.
Il discorso di Prevost innescò delle reazioni a catena in tutta la compagine governativa cattolica, che impaurita dalle conseguenze elettorali del conflitto aperto con la Chiesa Cattolica, mise all’angolo Trump, che dovette desistere.
Un politico che deve ubbidire al capo della sua chiesa prima che al suo paese, è un politico di cui non ci si può fidare e per sua natura un potenziale traditore (Mattarella lo è da tempo, Vance da poco).
Un vice presidente che ritiene legittimo e “santo” il teocrata del Vaticano, ha per forza di cose una simbiosi mentale e spirituale con qualsiasi altra teocrazia, in specie quella iraniana, che nella figura dell’ayatollah trasfigura anche la figura del papa cattolico.
1) Papa Francesco mentre china il capo di fronte all'ayatollah Alireza Arafi (qui)
2) Caricatura del vice presidente Vance: la sua postura nel conflitto con l’Iran sembra la stessa del papa
Parte1 - (Covid truffa, 17 luglio 2026)
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4 ноя, 23:25
LUPO FERITO MORDE PIÙ FORTE
Per 38 giorni, dal 28 febbraio al 7 aprile 2026, USA e Israele hanno bombardato i centri militari e di potere della teocrazia iraniana con l’intento di arrivare ad una sua resa incondizionata.
Il 7 aprile Trump, a poche ore dalla scadenza dell’ultimatum, pronunciava l'infelice e del tutto errata frase “un'intera civiltà morirà stanotte” (qui):
non tanto perché non è possibile distruggere una civiltà con le bombe, ma perché si trattava in realtà della distruzione delle infrastrutture militari, civili e industriali del paese: basi militari, centrali elettriche, ponti, ferrovie, raffinerie, ecc., fino a bloccarlo del tutto (“ritornare all’età della pietra”, qui) per poi farlo capitolare.
Ma l’8 aprile l’attacco definitivo venne annullato con l'annuncio di una tregua disastrosa per gli USA, a tutto vantaggio dell’Iran che ormai era allo stremo e sarebbe invece crollato.
Da allora sono passati più di tre mesi e l'Iran ha solo preso tempo, mostrando la natura fraudolenta e criminale insita nell’islam e riuscendo a riorganizzandosi militarmente e politicamente.
Addirittura gli è stato permesso di celebrare dei funerali farsa di 6 giorni per un ayatollah morto 4 mesi mesi prima!
In realtà è stato solo un pretesto per precettare centinaia di migliaia di persone (sotto minaccia di ritorsioni), per spacciare al mondo intero la menzogna dell’appoggio entusiastico della popolazione al regime criminale degli ayatollah e dei suoi scagnozzi di Stato e persino pianificare l'assassinio di coloro che hanno attaccato l'Iran.
Insomma, 82.000 attacchi contro l’Iran e 52 miliardi di dollari sprecati in parte per non aver sferrato l’attacco definitivo allora. E adesso dover ricominciare quasi da capo con i bombardamenti, con un nemico che ha avuto il tempo di riorganizzarsi.
Non stiamo parlando semplicemente di errori madornali, ma di un dilettantismo strategico totale, di un autolesionismo nefasto, persino di una arrendevolezza complice con il nemico, forse.
Si capisce che la decisione suicida di allora fu del tutto avulsa dalle strategie militari e dipese da forti pressioni interne ed esterne alla Casa Bianca, in gran parte di natura ideologica-religiosa come vedremo nel prossimo post.
(Covid Truffa, 13 luglio 2026)
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4 ноя, 23:23
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