⚠️ NO ALLA GUERRA ALLA RUSSIA. APPELLO DELL'INTELLETTUALITÀ LIBERA
Angelo d'Orsi
🔴 Un gruppo di intellettuali, tra cui scrittori, artisti e professori, si appella alla pubblica opinione contro l'escalation della guerra con la Russia. L'Italia è coinvolta nell'invio di armi e finanziamenti all'Ucraina, seguito da un'avvertimento russo di colpire i siti di produzione delle armi. Gli intellettuali denunciano una russofobia alimentata da politici e media, che maschera interessi materiali sotto il pretesto dei "valori".
Sommario ⬆️
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⏹️ Noi, firmatari di questo documento, scrittori, artisti, letterati, professori, musicisti, cineasti, ci appelliamo alla Pubblica Opinione per lanciare un messaggio, che ci sembra urgentissimo e necessario.
🔸️ In Europa e in Italia, stiamo assistendo a una degenerazione della lotta politica, divenuta trasposizione della guerra sotto altre forme. Sebbene nel mondo siano attivi una sessantina di conflitti militari, tre sono le “aree di crisi” che più destano inquietudine.
🔸️ L’aggressione all’Iran, da parte di USA e Israele; lo sterminio del popolo palestinese da parte dello Stato israeliano e la guerra in Ucraina, che oggi desta in noi la preoccupazione maggiore.
🔸️ Un conflitto nel quale l’Italia è direttamente coinvolta con invio di armi e fondi, con l’apertura indiscriminata agli ucraini che fuggono del loro paese, e una sorta di “ucrainizzazione” della nostra politica estera, e dello stesso dibattito pubblico.
🔸️ Il governo Meloni, dopo l’ennesima questua di Zelensky, non solo ha concesso un nuovo finanziamento a fondo perduto, ma ha firmato con Kiev accordi volti a fabbricare droni.
🔸️ In seguito a questi ultimi fatti, la Federazione Russa ha inviato un avvertimento: considerare obiettivi legittimi i luoghi nei quali si fabbricano armi che verranno utilizzate per colpire il proprio territorio, ossia, l’Europa e l’Italia.
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Riassunto punti salienti
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
👉 @demgiulib2
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Tutti si dicono a favore della difesa delle donne,
ma dove sono le istituzioni e le associazioni quando i dati ufficiali mostrano una realtà diversa?
E' il paradosso del silenzio.
Perché questa disparità non viene discussa?
Approfondiamo e approfondiremo l'intera questione
con tutti i ringraziamenti a "giornalisti" e "giornaliste" che negli ultimi 4 anni
non hanno avuto tempo per trovare e leggere i documenti ufficiali
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Trump si appresta a ritirare migliaia di soldati dalla Germania e afferma che presto potrebbe fare la stessa cosa con l'Italia e altri Paesi europei? Sarebbe ora di cogliere la palla al balzo, rilanciare e chiedergli di liberare una volta per tutte le basi militari che insistono sul nostro territorio, riportandosi a casa tutte le armi in esse stipate, comprese quelle nucleari.
Bisognerebbe anche rompere il tabù legato all'impossibilità di parlare di certi temi. Valutare serenamente e razionalmente i pro e i contro della partecipazione italiana alla NATO, che oggi esiste solo sui trattati ed evidentemente è tenuta insieme con lo sputo.
Sono maggiori i benefici presunti in caso di ipotetica invasione dei marziani a casa nostra, o i costi sociali, economici, politici e geopolitici derivanti dal far parte di un carrozzone sostanzialmente guidato da gente che nella sua storia non ha mai saputo fare altro che lanciare bombe in testa alla gente?
Le esigenze di difesa di un Paese sono inversamente proporzionali alla bontà dei rapporti che questo riesce a costruire con gli altri. E in questo momento storico si sta aprendo una finestra di opportunità per prendere le distanze da chi sta incendiando il mondo, rendendoci complici di massacri, genocidi e spregiudicate azioni di aggressione a popoli sovrani. L'Italia ripudi la guerra (non solo sulla carta) e si faccia promotrice di politiche di pace, neutralità e cooperazione.