⚠️ LA GUERRA HA BISOGNO DELLA PAURA❗️
Marco Pondrelli
🔴 L'autore Marco Pondrelli sostiene che la diffusione di notizie allarmistiche e non verificate, come le false accuse di possibili attacchi russi all'Italia, sia una strategia deliberata per creare consenso alla guerra in Europa, ignorando il disappello pubblico verso il riarmo. L'articolo critica la propaganda che equipara il sostegno a Kiev alla Resistenza partigiana e analizza il fallimento degli accordi di Minsk, ritenendo che la guerra continuerà perché una tregua verrebbe usata solo per rafforzare militarmente l'Ucraina, mentre la Russia potrebbe escalare il conflitto.
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⏹️ Per ultimo arrivò El Mundo a svelare l’ennesimo futuro attacco della Russia. Il giornale spagnolo ha riportato la notizia, attribuendola a una fonte anonima vicina al Ministero della Difesa lituano, secondo la quale Italia, Francia o Spagna potrebbero essere obiettivi di attacchi russi.
🔸️ Verrebbe da dire che in Italia non abbiamo nulla da temere dai droni d’oltre cortina, avendo un Ministro degli Esteri pronto a spiegarci che basta non affacciarsi alla finestra. Purtroppo per lui, anche questa volta la notizia si è rivelata una bufala.
🔸️ Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha smentito l’allarme, così come hanno fatto fonti italiane citate dall’ANSA, secondo le quali non era arrivata alcuna segnalazione a livello operativo, né attraverso i canali dell’intelligence né quelli diplomatici o militari.
🔸️ Nonostante questo, per un giorno la nostra stampa è stata colta da una vera e propria isteria. Questo tipo di comunicazione, che potremmo definire emozionale, contribuisce a creare un clima di paura nella popolazione.
🔸️ Certamente, dopo qualche giorno, sui giornali non si troverà più traccia di queste sciocchezze, come il presunto drone russo, che non era russo e non era un drone, sul lago Maggiore o lo stormo di uccelli scambiato per una minaccia in Lituania.
🔸️ Ma l’obiettivo della comunicazione allarmistica è seminare paura e, dopo aver accumulato una serie di notizie dello stesso tenore, instillare il dubbio che qualcosa di vero, in fondo, debba esserci.
🔸️ Hermann Göring, in una conversazione con lo psicologo Gustave M. Gilbert il 18 aprile 1946, durante il processo di Norimberga, spiegò in questi termini come si può portare un popolo ad accettare la guerra:
🔸️ «Naturalmente la gente comune non vuole la guerra […] ma i dirigenti di un Paese determinano la politica ed è sempre facile trascinare il popolo con loro».
🔸️ E aggiunse: «È facile. Basta dire loro che stanno per essere attaccati e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e perché espongono il Paese al pericolo».
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⚠️ O GLI ESPLOSIVI O L’AMBIENTE. CHE COSA HANNO FATTO GLI ATTIVISTI PER SALVARE IL FIORDO DI OSLO❗️
Futura D'Aprile
🔵❗️#NDR 》Ai cittadini viene "chiesto" l'acquisto di un'auto elettrica, investire nelle case Green, risparmiare nell'utilizzo dell'aria condizionata, riscaldamento, fare la doccia a giorni alterni, tutto per l'ambiente e poi ..... tutto quanto abbia che fare con la guerra ha priorità. Ringraziamo la sinistra progressista : il lupo vestito d'agnello
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🔴 Attivisti del gruppo Knus krigsmaskinen hanno bloccato l'espansione della Chemring Nobel nel fiordo di Oslo, occupando la caserma di Avgrunnsdalen per opporsi alla costruzione del più grande impianto europeo di produzione di ottogene. La protesta contesta sia l'impatto ambientale (distruzione di 15 km² di foresta e inquinamento da azoto nel fiordo) sia le implicazioni umanitarie dell'azienda, accusata di contribuire alla militarizzazione europea e al conflitto in Palestina attraverso la fornitura di esplosivi a produttori USA e partner di Elbit Systems, nonostante i divieti norvegesi all'export verso Israele.
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⏹️ Il fiordo di Oslo non racchiude al suo interno solo la capitale norvegese. Lungo le sue coste frastagliate sorge anche la Chemring Nobel, una delle aziende europee più importanti del continente per la produzione di esplosivi per munizioni e missili, soprattutto dallo scoppio della guerra in Ucraina.
🔹️ L’azienda è uno dei pochissimi produttori europei specializzati in esplosivi militari ad alto potenziale, essenziali per proiettili d’artiglieria come quelli da 155 millimetri usati da Kiev.
🔹️ Per far fronte alla domanda crescente di esplosivo la Chemring Nobel ha deciso di espandersi e costruire quello che dovrebbe essere il più grande impianto di produzione di ottogene (composto chimico esplosivo potente noto anche come “high melting explosive”) di tutta Europa.
🔹️ La costruzione del nuovo sito, sostenuto sia dal governo nazionale che dall’UE, è appoggiato anche dal Regolamento europeo per la produzione di munizioni (Act in support of ammunition production), un fondo istituito nel 2024 dalla Commissione per aumentare la produzione di esplosivi e munizioni in Europa a supporto -almeno in teoria- dell’Ucraina.
🔹️ Ad oggi il progetto è ancora fermo, e non per una decisione politica o per cavilli burocratici. I lavori sono stati bloccati da attivisti e attiviste contrari al nuovo progetto a causa dei danni ambientali e dei rischi umanitari che l’espansione della Chemring Nobel porterebbe con sé.
🔹️ Il gruppo, noto con il nome di Knus krigsmaskinen (“distruggi la macchina della guerra”), ha occupato a inizio aprile la caserma militare abbandonata di Avgrunnsdalen, nel cuore della foresta di Hurummarka.
🔹️Situata sulla penisola di Hurum, a Sud-Ovest di Oslo, la valle dovrebbe ospitare il nuovo stabilimento della Chemring Nobel, già presente con un altro sito produttivo nella vicina città di Sætre.
🔹️ Dietro all’azione di Knus krigsmaskinen ci sono due motivazioni. La prima è di carattere umanitario. Come spiegano gli attivisti, Chemring Nobel è direttamente coinvolta nella militarizzazione della Norvegia e dell’Europa e contribuisce anche al genocidio in corso in Palestina.
🔹️ Il 60-70% della produzione dell’azienda norvegese è destinata all’estero e in particolare ad aziende statunitensi quali Lockheed Martin e Northrop Grumman, entrambe produttrici di missili, caccia e tecnologie radar impiegati nella guerra contro l’Iran.
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Con enorme piacere condividiamo il prossimo evento di CarpiConsapevole. Abbiamo avuto occasione di ascoltare la Dott.ssa Debora Cuini questa primavera,a Bologna, in occasione di un incontro realizzato da Ippocrate.org.
Ci ha colpito la sua conoscenza, la sua passione per quanto spiega, oltre che la sua umanità. Ci spiegherà da quante problematiche dobbiamo difenderci e a quali tipi di inquinamento siamo sottoposti quotidianamente. Ci relazionerà sul fatto che no, non è proprio vero che intrattenere i bimbi piccoli dandogli un cellulare in mano sia una cosa indenne da rischi. Invito soprattutto i genitori che magari in buona fede lo fanno, a presenziare all'incontro. Penso che ne usciranno cambiati o, perlomeno, più consapevoli dei rischi ai quali sottopongono i loro bambini. Grazie a chi parteciperà.
⚠️ NETANYAHU: “ISRAELE DIFENDE ANCHE VOI ”: E ALLORA❓️
Angelo Santoro
🔵❗️#NDR 》Articolo contro chi ritiene di aver il diritto di poter fare qualsiasi cosa ed aspettarsi che venga applaudito. Noi occidentali possiamo avere rispetto per la storia e per il dolore degli altri, ma non possiamo vivere eternamente dentro le guerre degli altri. Soprattutto quando quelle guerre diventano anche un problema nostro.
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🔴 L'autore, Angelo Santoro, critica l'intervento di Netanyahu all'ONU, in cui il premier ha affermato che la difesa di Israele rappresenta anche una garanzia per altri Paesi. Sebbene riconosca il diritto all'autodifesa e condanni le atrocità di Hamas, l'articolo sostiene che le critiche alle azioni governative israeliane non debbano essere equiparate ad attacchi all'esistenza dello Stato o al negazionismo. Si evidenzia la stanchezza occidentale per conflitti che impattano negativamente sull'economia e la sicurezza, si nota l'irriverenza verso il mandato di arresto della Corte Penale Internazionale nei confronti di Netanyahu e si richiama la necessità di politiche che non semplifichino la realtà in dicotomie manichee, preservando il futuro dei civili di entrambe le parti.
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⏹️ “Israele, difendendosi, difende anche molti dei Paesi i cui delegati hanno appena lasciato quest’aula”. È più o meno questo il messaggio con cui Benjamin Netanyahu ha reagito alla fuga di decine di delegati durante il suo intervento all’Onu. E allora?
🔹️ Dobbiamo alzarci in piedi, applaudire e magari chiedere scusa per aver disturbato? È un po’ questa la sensazione che lascia, almeno a me, la postura internazionale del primo ministro israeliano.
🔹️ Quella di chi entra in una stanza sapendo già di avere l’ultima parola. Anche quando gli altri, uno dopo l’altro, decidono di uscire. All’Onu è andata più o meno così.
🔹️Quando Netanyahu ha iniziato il suo intervento, decine di delegati hanno abbandonato l’Aula. Una scena che aveva quasi il sapore del teatro.
🔹️ Netanyahu ha continuato a parlare e ha definito “codardi morali” quelli che se ne erano andati, invitando chiunque condividesse la loro posizione a fare altrettanto. Io probabilmente sarei uscito anch’io. Non perché Israele non abbia il diritto di difendere i propri cittadini. Ce l’ha.
🔹️ Ma questo diritto non significa che ogni decisione presa in suo nome debba essere considerata automaticamente legittima o indiscutibile. E soprattutto non significa che ogni critica debba essere trattata come un’aggressione.
🔹️ Perché qui siamo arrivati a un punto curioso. Ogni volta che si discute delle azioni del governo israeliano saltano fuori la storia, la Bibbia, l’Olocausto, la persecuzione degli ebrei, il diritto all’esistenza.
🔹️ Tutte cose reali. Terribili. Sacrosante. Ma che c’entrano con quello che accade oggi? La memoria serve a evitare che gli orrori si ripetano. Non a mettere un lucchetto alla discussione politica. E noi, nel frattempo, siamo qui.
🔹️ A migliaia di chilometri di distanza, con le nostre bollette, i nostri stipendi che non bastano, le nostre economie che arrancano e una guerra dopo l’altra che rischia di avere conseguenze anche sulle nostre vite.
🔹️ Basta che il Medio Oriente si scaldi un po’ e il prezzo dell’energia comincia a ricordarci che la geografia, quando vuole, sa essere molto democratica. Mi sono sinceramente stancato della gara a stabilire chi sia il buono e chi il cattivo.
🔹️ Hamas ha commesso atrocità e non può essere confuso con la popolazione palestinese. Il governo israeliano ha il diritto di proteggere i propri cittadini, ma questo non significa che ogni sua decisione debba essere considerata automaticamente legittima o indiscutibile.
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⚠️ IL MIRAGGIO DI NEW YORK E LA REALTÀ SOCIALE E TERRITORIALE DELLA TORINO DI STEFANO LO RUSSO❗️
Roberto Cabrino
🔵❗️#NDR 》Cos'è in realta il progressismo? Stefano Lo Russo è il simbolo della sinistra: governare per le élite, usando il progressismo come un vestito della festa da sfoggiare solo nelle grandi occasioni. Un progressismo che nei convegni sull'ambiente si professa verde, ma che nei quartieri taglia alberi, cementifica e ignora la drammatica emergenza dell’inquinamento atmosferico.
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🔴 Stefano Lo Russo, sindaco di Torino, è accusato di usare la recente trasferta a New York e l'incontro con il sindaco Zohran Mamdani come pura propaganda per mascherare la sua reale agenda politica, definita come allineata alle logiche neoliberiste della fondazione Bloomberg. Secondo l'autore, la vera sostanza dell'amministrazione risiede nelle scelte di pianificazione urbanistica dettate da urbanisti di Bloomberg, che privilegiano la speculazione immobiliare e gli interessi dei grandi investitori a scapito dei servizi pubblici e delle fasce sociali più deboli. Critiche specifiche vengono mosse alla gestione dell'acqua pubblica (SMAT), sottoposta a logiche di mercato, e alle politiche ambientali percepite come ipocrite. Il testo sostiene che Lo Russo governi per le élite, lasciando le periferie torinesi senza benefici concreti, mentre usa il progressismo solo come strumento di immagine internazionale.
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⏹️ Ci sono viaggi che rivelano la vera natura di un progetto politico non per quello che concretamente costruiscono, ma per l’illusione ottica che cercano disperatamente di alimentare. L’ultima trasferta oltreoceano del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ne è la plastica dimostrazione.
🔸️ Vedere il primo cittadino muoversi tra i grattacieli di Manhattan, oscillando tra i salotti della finanza globale e i palchi progressisti, offre l’esatta misura della distanza siderale che separa la narrazione ufficiale dalla realtà quotidiana dei nostri quartieri.
🔸️ A New York, Lo Russo ha cercato il colpo d’immagine, incassando la passerella glamour con il neoeletto sindaco democratico e socialista Zohran Mamdani.
🔸️ Una stretta di mano ad effetto, condita da retorica su inclusione e diritti, utile a rifarsi una sbiadita verginità di sinistra. Ma i sorrisi da copertina non possono nascondere la reale sostanza delle cose.
🔸️ Quella camminata newyorkese non fa e non farà di lui un sindaco vicino ai settori popolari o attento ai bisogni dei più fragili. La propaganda si infrange contro i fatti, e la quotidianità torinese racconta tutta un’altra storia.
🔸️ La vera bussola di questa amministrazione non si trova affatto nelle suggestioni del sindaco della Grande Mela, ma nelle solidissime relazioni con la fondazione Bloomberg. È qui che risiede la sostanza politica ed economica della giunta Lo Russo.
🔸️ Nell’abbraccio con quel modello neoliberista che vede la città non come una comunità di cittadini da proteggere, ma come puro terreno di conquista per capitali privati e grandi investitori. La consulenza degli urbanisti di Bloomberg sul nuovo Piano Regolatore generale di Torino parla chiaro.
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