Trump si appresta a ritirare migliaia di soldati dalla Germania e afferma che presto potrebbe fare la stessa cosa con l'Italia e altri Paesi europei? Sarebbe ora di cogliere la palla al balzo, rilanciare e chiedergli di liberare una volta per tutte le basi militari che insistono sul nostro territorio, riportandosi a casa tutte le armi in esse stipate, comprese quelle nucleari.
Bisognerebbe anche rompere il tabù legato all'impossibilità di parlare di certi temi. Valutare serenamente e razionalmente i pro e i contro della partecipazione italiana alla NATO, che oggi esiste solo sui trattati ed evidentemente è tenuta insieme con lo sputo.
Sono maggiori i benefici presunti in caso di ipotetica invasione dei marziani a casa nostra, o i costi sociali, economici, politici e geopolitici derivanti dal far parte di un carrozzone sostanzialmente guidato da gente che nella sua storia non ha mai saputo fare altro che lanciare bombe in testa alla gente?
Le esigenze di difesa di un Paese sono inversamente proporzionali alla bontà dei rapporti che questo riesce a costruire con gli altri. E in questo momento storico si sta aprendo una finestra di opportunità per prendere le distanze da chi sta incendiando il mondo, rendendoci complici di massacri, genocidi e spregiudicate azioni di aggressione a popoli sovrani. L'Italia ripudi la guerra (non solo sulla carta) e si faccia promotrice di politiche di pace, neutralità e cooperazione.
⚠️ “MAKE AMERICA GREAT AGAIN ”: IL SOGNO È DIVENTATO UN INCUBO❗️
Redazione Infoaut
🔴 “Make America Great Again” è diventato un incubo, con Trump accusato di mistificare i crimini, gestire in modo confuso la politica estera, e rappresentare i vertici del capitalismo globale. Lo scandalo degli Epstein Files evidenzia una rete di poteri che guida la guerra al resto del mondo. In Europa, la crescente crisi sociale alimenta movimenti anti-American e anti-globalista, mentre i partiti di sinistra si adattano all'agenda del razzismo e della guerra.
Sommario ⬆️
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⏹️ Prima prova a dare la colpa agli immigrati per i crimini più efferati, poi punta alla propaganda sul finto miglioramento dei prezzi sulle merci per gli americani grazie ai famosi dazi.
🔹️ Arrivo sino a dirsi immune e ignaro di essere all’interno degli Epstein Files, negando la parola di una delle donne violentate da lui stesso di cui si sono magicamente perse le documentazioni.
🔹️ Il tutto condito da video artificiali per narrare una vittoria inesistente, immagini divine, a corredo di una strategia per confondere e distogliere l’attenzione dal fallimento su tutti i fronti di questa ultima “avventura” coloniale americana.
🔹️ Sembra tanto tempo fa e invece lo “scandalo” degli Epstein Files è stato immediatamente rimosso dalla scena perché Trump ha deciso di concludere degli pseudo negoziati aggredendo in maniera completamente arbitraria l’Iran, per motivi senza “razionalità” in sé.
🔹️ Motivi cambiati in corso d’opera per rendere più o meno credibile un modus operandi dai più classificato come “pazzo”. Eppure, questo evento ci lascia un dato imprescindibile: l’aver sbattuto in faccia ancora una volta a tutto il mondo la profonda natura del marcio capitalismo, delle soggettività a guida del sistema egemonico.
🔹️ Questa vicenda ci restituisce una fotografia del capitalismo “globalista” e finanziario. Questo è l’umano-tipo che caratterizza la borghesia finanziaria globale dei nostri giorni, il prodotto di quella guerra di classe praticata dall’alto negli ultimi 40 anni di neoliberismo.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
👉 @demgiulib2
Il 2 maggio 2014, Odessa fu teatro di una delle pagine più oscure e laceranti della crisi ucraina.
Nel clima già incandescente seguito agli eventi di Euromaidan, la città precipitò in una spirale di violenza incontrollata. Quel giorno le esigue forze di polizia non ebbero alcuna capacità di contrastare gruppi neonazisti che divennero veri e propri padroni della città.
Decine di persone cercarono rifugio nella Casa dei Sindacati di Odessa. Ma quello che doveva essere un riparo si trasformò in una trappola mortale: l’edificio venne dato fuoco.
Coloro che cercavano di salvarsi venivano finiti a manganellate mentre erano a terra feriti, e si sparava a chi tentava di scappare dalle fiamme buttandosi dalle finestre.
Quel giorno non fu solo un rogo: fu il simbolo di un conflitto che stava sfuggendo a ogni controllo, trascinando con sé paura, divisione e dolore.