⚠️ DALLA GUERRA DEL PETROLIO ALLA SOVRANITÀ DEL SOLE: PERCHÉ IRAN E CUBA DIMOSTRANO IL VALORE STRATEGICO DELLE RINNOVABILI❗️
Giulio Chinappi
🔴 Gli attacchi imperiali all'Iran e il blocco energetico contro Cuba mostrano come la dipendenza dal petrolio crei vulnerabilità strategica, rendendo l’energia uno strumento di controllo geopolitico. La guerra nel Golfo Persico e la crisi cubana evidenziano che infrastrutture centralizzate e rifornimenti tradizionali sono estremamente esposti agli interessi di potenze come gli Stati Uniti. In questo contesto, l'energia rinnovabile rappresenta un’alternativa chiave per la sovranità e la sicurezza nazionale.
Sommario ⬆️
⏹️ La guerra scatenata dall’asse imperialista-sionista contro l’Iran e il criminale strangolamento energetico imposto dagli Stati Uniti contro Cuba rendono evidente una contraddizione fondamentale del nostro tempo.
🔘 Per decenni il petrolio e il gas erano sinonimo di sicurezza energetica, di modernizzazione e di potenza. In realtà, nel quadro del capitalismo globale e dell’egemonia militare e finanziaria di Washington, gli idrocarburi sono spesso diventati l’esatto contrario: una fonte permanente di vulnerabilità strategica.
🔘 Quando l’energia dipende da rotte marittime controllabili, da terminali concentrati, da assicurazioni occidentali, da transazioni in dollari e da infrastrutture facilmente colpibili, essa smette di essere soltanto un fattore economico e diventa uno strumento di coercizione geopolitica.
🔘 Questo e ciò che stiamo vedendo oggi, sia nel Golfo Persico sia nei Caraibi. Il conflitto iraniano ha riportato al centro del sistema mondiale il nesso tra guerra e petrolio. Il conflitto ha già sospeso circa un quinto dell’offerta globale di greggio e gas naturale, mentre il mercato ha reagito con forti rialzi dei prezzi.
🔘 Il Brent è arrivato intorno ai 103 dollari al barile il 13 marzo, e l’IEA (Agenzia internazionale dell’energia) ha parlato del più grave shock di rifornimento petrolifero mai registrato nel contesto della guerra mediorientale.
🔘 Il fatto che anche l’isola di Kharg, snodo che gestisce circa il 90% delle esportazioni petrolifere iraniane, sia divenuto un obiettivo militare mostra con estrema chiarezza quanto una struttura energetica imperniata sugli idrocarburi sia esposta alla violenza imperiale e alla destabilizzazione dei mercati.
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