⚠️ PSICOPOLITICA DELL’UNIONE EUROPEA: LA FABBRICA DELLA PAURA E IL GOVERNO DELL’INQUIETUDINE
Lavinia Marchetti
🔴 L'articolo analizza la "psicopolitica" dell'Unione Europea, sostenendo che Bruxelles governa attraverso l'inquietudine e la "fabbrica della paura", creando uno stato di eccezione permanente dalla pandemia alla guerra russo-ucraina. Vengono citati documenti come la *Preparedness Union Strategy* e il *European Democracy Shield*, accusati di sacrificare la privacy e le libertà individuali in nome di una sicurezza eccessiva, giustificata dalla minaccia della Russia. Il testo supporta questa tesi richiamando le teorie di Spinoza sulla paura come origine dell'obbedienza e gli studi di Hetherington e Suhay, i quali dimostrano come la percezione del pericolo aumenti l'accettazione di misure autoritarie (come censura e uso della forza) anche tra soggetti non autoritari, confondendo l'esistenza di un rischio reale con la legittimità delle restrittive politiche adottate per fronteggiarlo.
Sommario ⬆️
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⏹️ Secondo Spinoza, gli uomini, finché credono di poter prevedere il corso delle cose restano padroni di sé, ma non appena il futuro si fa incerto oscillano fra speranza e paura, e in quell’oscillazione diventano creduloni, propensi ad inginocchiarsi davanti a chiunque prometta di dare un ordine al caos.
🔸️ La superstizione, secondo lui, non nasce tanto dall’ignoranza, quanto dalla paura. È figlia dell’incertezza e madre dell’obbedienza. Spinoza iniziò a scrivere il Tractatus nel 1665, quindi aveva in mente i sacerdoti e i monarchi.
🔸️ Oggi li chiamiamo politici di professione, giornalisti, analisti, servizi, task force, «unità anti-disinformazione». Il mestiere è sempre lo stesso, da migliaia di anni, identico: interpretare la minaccia (o crearla) e, nello stesso gesto, candidarsi a rimedio.
🔸️ E il grande segreto di ogni dominio è tenere gli uomini spaventati e far sì che combattano per la propria schiavitù come se si trattasse della loro salvezza, mascherando la paura con il nome di “nobile causa”....
🔸️.... Da qualche anno leggo i documenti dell’UE come rileggo Edgar Allan Poe, quel misto di tensione e oblio. Dai tempi pandemici in poi Bruxelles ha cominciato a parlarci attraverso la previsione della catastrofe.
🔸️Dal Covid alla guerra russo-ucraina la narrazione da stato di eccezione non si è più fermata. Da: la guerra può allargarsi alla potenza straniera (sempre la Russia) può insinuarsi nelle elezioni, nelle reti digitali che possono alterare quello che crediamo di avere pensato autonomamente (perché ci ritengono idioti, e forse è vero, ma da un altro punto di vista).
🔸️ Persino la casa deve ormai essere predisposta per resistere almeno settantadue ore senza assistenza esterna, secondo la Preparedness Union Strategy. A forza di leggere queste carte, viene quasi voglia di controllare se sotto il letto ci sia già un russo....
🔸️....Il European Democracy Shield prevede strumenti permanenti per individuare interferenze, campagne coordinate e contenuti manipolativi, ogni cosa che si discosta dalla narrazione ufficiale diventa sospetta. Allora la privacy può attendere. Prima la “sicurezza”!
🔸️ Per leggere le nostre chat e tagliare i nostri servizi mentre aumentano i prezzi di tutto, però, c’è bisogno di un nemico che lo giustifichi. La Russia è perfetta per questo scopo.
🔸️ Readiness 2030 colloca la Russia al centro della nuova politica militare europea, descrivendola come una grande minaccia strategica e collegando tale valutazione alla necessità di un’accelerazione della spesa per la difesa....
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Riassunto punti salienti
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🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
"L'AI nei prossimi dieci anni potrebbe distruggere l'umanità"
Come ci siamo arrivati a questo punto? Come abbiamo fatto a non accorgerci di cosa stavamo facendo? Ma soprattutto è un rischio reale, o forse solo paure indotte?
Il progresso ha spinto l'uomo sempre più avanti e questo è innegabile, anche se a volte ha fatto accettare cose che sarebbe stato meglio evitare.
Ma oggi siamo ad un punto che tutto questo potrebbe addirittura travolgerci se non gestito e controllato in modo deciso e coordinato.
Questa sarà l'occasione per un dibattito serio sul futuro dell'uomo, dove portare le proprie riflessioni e le proprie idee.
Domenica 25 ottobre a Carpi.
⚠️ UNA COLONIA ISRAELIANA NEL SALENTO? C’È GIÀ CHI LO TEME … ❗️
Marco Pizzuti
🔴 Crescono le polemiche attorno al progetto immobiliare Coral 37 nel Salento, promosso da investitori israeliani, che per i critici rappresenterebbe un modello di insediamento organizzato simile a quello delle colonie in Palestina, con il rischio di erodere la sovranità territoriale italiana. Le preoccupazioni sono alimentate dalle dichiarazioni dell'imprenditrice Orit Lev Marom, ma altri osservatori definiscono le accuse esagerate, sottolineando l'assenza di prove di una vera "colonia" politica e trattando l'iniziativa come una normale attività economica privata. Nel dibattito emerge la richiesta di un'interrogazione parlamentare per chiarire gli scopi dell'insediamento, mentre i sostenitori delle critiche evidenziano il contesto geopolitico di Israele e la differenza con le tradizionali comunità internazionali integrate in Italia.
Sommario ⬆️
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⏹️ Chiesta una interrogazione parlamentare sul caso Rappresentazione grafica del temuto epilogo del progetto immobiliare israeliano Coral 37 nell’immaginario dei critici.
🔸️ Attorno al progetto immobiliare Coral 37 nel Salento, promosso da investitori israeliani, nasce il timore che non si tratti solo di un’iniziativa economica, ma di un modello di insediamento organizzato che secondo i critici potrebbe rapidamente trasformarsi in una vera e propria colonia di Tel Aviv sul suolo italiano.
🔸️ La loro tesi infatti è che anche in Puglia possa venire applicato lo stesso modello di occupazione applicato dai coloni israeliani nei territori palestinesi fino alla progressiva perdita di sovranità italiana.
🔸️ Altri, invece, considerano queste accuse esagerate o ideologiche, sottolineando che non esistono prove di una vera “colonia” politica.
🔸️ Nel Salento, terra già profondamente trasformata dal turismo internazionale e dalla speculazione immobiliare, il progetto promosso dalla società Coral 37 continua a suscitare forti polemiche.
🔸️ Se per alcuni si tratta soltanto di un’iniziativa economica privata destinata ad attrarre investitori stranieri, per altri il fenomeno rappresenta qualcosa di molto più profondo: l’inizio di una progressiva erosione della sovranità territoriale e culturale italiana.
🔸️ Le preoccupazioni nascono
dalle dichiarazioni attribuite all’imprenditrice israeliana Orit Lev Marom, nelle quali il Salento veniva descritto come possibile “nuova terra promessa” per famiglie israeliane intenzionate a trasferirsi stabilmente in Puglia.
🔸️ Un messaggio che, inevitabilmente, ha evocato il tema delle colonie israeliane nei territori palestinesi occupati, uno dei nodi geopolitici più controversi degli ultimi decenni.
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