Volevano fare cadere gli ayatollah, ma li hanno rinforzati, martirizzando un novantenne e portando milioni di persone a scendere in piazza non contro di loro, ma per loro.
Volevano imporgli disarmo e disimpegno nucleare, ma aggredendoli vigliaccamente due volte in un anno gli hanno dato mille altre fondatissime ragioni per fare tutto ciò che serve per essere sempre in grado di difendersi dall'aggressione imperialista di turno.
Volevano prendere il controllo del loro petrolio, ma da oggi in poi l'Iran prenderà di fatto il possesso dello stretto di Hormuz e verosimilmente imporrà pedaggi al passaggio.
Volevano affermare il loro predominio nell'area del Golfo, ma hanno subito perdite incalcolabili e gran parte delle loro basi è stata distrutta o comunque compromessa.
Volevano imporre la legge del più forte, ma se ne vanno abbassando la cresta con la coda fra le gambe, dopo avere perso autorevolezza, credibilità e quell'aura da invincibili bulli del mondo
Volevano ipocritamente dimostrarsi paladini dei diritti umani e della democrazia, ma vanno via lasciando una dietro di sé una scia di sangue, dopo avere ucciso innocenti, massacrato bambine, avvelenato l'aria, raso al suolo scuole e ospedali, sdoganando peraltro un linguaggio osceno e brutale. E meno male che i pazzi pericolosi erano gli altri!
Finisce così (per ora) questo ennesimo, inglorioso capitolo della storia degli USA ma più in generale di tutto l'Occidente. Noi compresi, incapaci di esprimere mezza classe dirigente in grado di prendere le distanze da un disastro simile. Temo però che non sarà l'ultimo.
Francesco Forciniti