⚠️ LIMITI E POTERI DELLA MAGISTRATURA NELLA FILOSOFIA ARISTOTELICA❗️
Francesco Centineo
◾️ Ha vinto il No, il popolo italiano ha scelto di sostenere l’intoccabile casta dei magistrati, un’élite di oligarchi che spadroneggia nel Bel Paese facendo il bello ed il cattivo tempo, coercizzando sistematicamente sia la vita politica della popolazione italiana che quella dei privati cittadini. Emblematici in tal senso sono tanto il caso-Salvini e l’assurda sentenza che ha costretto lo Stato italiano a risarcire la scafista Carola Rackete, quanto quello della famiglia del bosco: ultima nefandezza del partito di Bibbiano (PD) e dei suoi magistrati (Toghe Rosse).
◾️ La casta dei magistrati si erge al si sopra della democrazia trasformandola in una tirannia; questi padri-padroni dall’alto della loro carica istituzionale decidono vita, morte e miracoli della nazione italiana, impedendo a chiunque non la pensi come loro (ideologia woke) di governare la nazione; già Aristotele quasi 2.500 anni addietro nel suo studio su la Politica avvertiva dei pericoli che lo Stato avrebbe corso se avesse permesso a delle caste di potenti di tiranneggiare sulla cittadinanza. Criticando Platone Aristotele scriveva:
◾️ «In queste Leggi si dice che la costituzione migliore dev’essere una combinazione di democrazia e di tirannide, forme che o non si dovrebbero ritenere affatto costituzioni o le peggiori di tutte. Del resto la costituzione delle Leggi si vede chiaramente che non ha nulla di monarchico, ma solo elementi oligarchici e democratici: tuttavia è portata a inclinare di più verso l’oligarchia. Ciò appare dal modo di nominare i magistrati che siano sorteggiati tra candidati elette per votazione è un tratto che fonde le due costituzioni, ma obbligare i benestanti a partecipare all’assemblea, a nominare i magistrati o a sbrigare altre faccende politiche e ad escludere gli altri, questo è proprio dell’oligarchia.
◾️ Così pure rispetto all’elezione dei magistrati, il farli eleggere tra una rosa di candidati già eletti è pericoloso, perché se alcuni, anche in numero modesto, vogliono raggrupparsi, le elezioni avverano sempre secondo il volere di costoro.»
◾️ Nell’attuale sistema statale italiano la magistratura è certamente la casta che più di tutte è privilegiata e potente, inscalfibile dall’esterno, autoreferenziale, prevaricante verso le altre due funzioni dello Stato: quella legislativa e quella amministrativa bacchettando la politica dalle aule di tribunali, impedendo a quest’ultima di organizzare la vita della nazione, imponendo il diritto europeo subordinando costantemente il diritto nazionale ..... prosegue su SFERO
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