Facciamo il punto della situazione. Siamo in un momento storico nel quale c'è un Paese che non riesce a garantire trasparenza e giustizia alla sua opinione pubblica a proposito di un gravissimo scandalo che coinvoge le sue classi dirigenti a base di pedofilia, satanismo, mutilazioni, cannibalismo, deportazioni, che però pretende di esportare dall'altra parte del mondo libertà, diritti civili, giustizia.
L'unica nazione al mondo ad aver sganciato armi nucleari su civili che però oggi si arroga il diritto di decidere chi può avere la bomba atomica e chi no, usando la forza in un altro Paese, tra l'altro uccidendone proprio quel leader che aveva dichiarato immorali le armi nucleari e le aveva messe fuorilegge.
Trump continua impunemente a parlare di bombardamenti a tappeto, uccisioni senza pietà, affondamenti di navi in acque internazionali come se stesse commentando una partita a carte. Israele prende a bombardare anche il Libano, la fame di sangue dell'asse del male israelo-americano sembra incontenibile, ma il nostro carrozzone mediatico ci sbatte in prima pagina il fatto di un pericolosissimo missile iraniano che avrebbe attraversato lo spazio aereo turco. Manipolazione, mistificazione e rovesciamento della realtà a livelli mai visti prima.
Nel frattempo non si hanno più notizie della sorte capitata al presidente venezuelano Maduro, segregato in un carcere di sicurezza americano senza che nessuno abbia capito di cosa viene accusato, e senza che nessuno nella cosiddetta comunità internazionale invochi lo stato di diritto e i principi del giusto processo. Nemmeno i garantisti di casa nostra che ci chiedono un sì al referendum sembrano interessati alla questione di un nostro alleato che trattiene abusivamente in ostaggio il capo di un altro stato sovrano, preferiscono parlare delle prigioni iraniane. Vabbè.
Il contesto generale è aggravato dalle prime avvisaglie di inflazione e carovita causate dal rallentamento della logistica energetica. La folle offensiva israelo-americana espone l'Europa a un danno economico – come se non bastassero quelli già provocati dalle demenziali auto-sanzioni con cui si voleva mettere in ginocchio la Russia – oltre che al rischio di diventare bersagli sensibili e/o oggetto di rappresaglie e atti terroristici. Però gli impavidi censori europei, rigidi e intransigenti quando c'è da chiudere i bancomat alla Grecia oppure da manganellare la gente in piazza per le pensioni, in questo caso tacciono, eccezion fatta per Sanchez.
In Italia gli intrepidi sovranisti di casa nostra si sono barricati nei palazzi e stanno facendo le macumbe sperando che il padrone americano non gli chieda di usare le basi italiane, perché azzerbinati come sono non potrebbero neanche provare a dire di no.
Insomma, la situazione è grave ma non è seria. Potrebbe andare peggio, suvvia.
Francesco Forciniti