⚠️ CERMIS, PER NON DIMENTICARE❗️
Matteo Parini
🔴 Il 3 febbraio 1998, un aereo militare statunitense abbatté i cavi di una funivia al Cermis, causando la morte di venti persone. Il volo, classificato come addestrativo ma effettuato al di sotto della quota consentita, fu irregolare e pericoloso. I piloti, con a bordo una videocamera, eseguirono manovre vietate, mentre le autorità italiane ebbero un ruolo marginale a causa degli accordi NATO. L’incidente evidenziò la subalternità dell’Italia rispetto alla potenza straniera. Il nastro video delle manovre fu cancellato e i responsabili non furono processati.
Sommario ⬆️
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⏹️ 3 febbraio 1998. Il giorno maledetto della tragedia del Cermis, quando venti vite innocenti furono cancellate non solo dal volo spericolato di un aereo militare statunitense, ma anche dalla spietata logica dei rapporti di forza che regolamentano la presenza americana in Italia.
🔘 Una pagina di sangue e ordinaria subalternità, l’ennesima conferma di come lo Stato italiano, impotente, eserciti le proprie funzioni per procura, rinunciando ad ogni esercizio di sovranità.
🔘 Ventotto anni fa, un aereo del Corpo dei Marines degli Stati Uniti, un EA-6B Prowler decollato dalla base NATO di Aviano, tranciò di netto i cavi della funivia che da Cavalese conduce al Cermis durante un volo condotto fuori dalle regole e al di sotto delle quote minime consentite.
🔘 La cabina in un amen precipitò nel vuoto e non ci furono superstiti. La dinamica dell’incidente venne rapidamente accertata, ma la gestione politica e giudiziaria dell’evento mise subito in rilievo la condizione di subordinazione della Repubblica italiana.
🔘 Il volo, formalmente classificato come addestrativo, presentava caratteristiche incompatibili con le procedure operative ordinarie. La quota non superava i cento metri dal suolo, la velocità era troppo elevata e le manovre risultavano azzardate in un contesto montano ad alta densità di infrastrutture civili.
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