⚠️ GERMANIA: IL SURPLUS VOLA A 21 MILIARDI, MA LA VERITÀ FA PAURA. ECCO PERCHÉ I TEDESCHI SONO SEMPRE PIÙ POVERI❗️
Fabio Lugano
🔴 A luglio 2026 il surplus commerciale della Germania ha raggiunto i 21,3 miliardi di euro, il massimo degli ultimi due anni. Tuttavia, l'autore Fabio Lugano attribuisce questo dato non alla crescita industriale, ma al collasso della domanda interna: le importazioni sono crollate del 5,7% e i consumi interni si sono ridotti drasticamente (-6,5% dall'Eurozona, -8,2% dagli USA). Anche le esportazioni hanno registrato un calo mensile dello 0,8%, con forti ribassi verso la Cina (-9,5%) e il Regno Unito (-7,2%), compensati solo dai mercati USA (+19,1%). L'analisi critica definisce questo surplus un "controsenso economico", sostenendo che i cittadini tedeschi stiano diventando più poveri a causa del calo dei redditi reali e della riduzione dei consumi.
Sommario ⬆️
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⏹️ A prima vista i dati ufficiali potrebbero sembrare un trionfo: a luglio 2026 il surplus commerciale della Germania è balzato a 21,3 miliardi di euro, superando di gran lunga le previsioni e toccando il valore più alto degli ultimi due anni.
🔘 Eppure, dietro questa facciata rassicurante si nasconde una realtà drammatica per l’intera economia europea.
🔘 Il boom dell’attivo commerciale non nasce da una ritrovata forza industriale, ma da una pesante caduta: la Germania guadagna sui conti con l’estero semplicemente perché ha smesso di comprare.
🔘 Le importazioni sono crollate del 5,7% in un solo mese, scendendo a 116,9 miliardi di euro. Anche sul fronte delle vendite all’estero la situazione scricchiola.
🔘 Le esportazioni hanno segnato il primo calo mensile da inizio anno, scendendo dello 0,8% a quota 138,2 miliardi. A tenere in piedi il dato è rimasto quasi solo il mercato statunitense, mentre i mercati storici voltano le spalle ai prodotti tedeschi.
🔘 I dettagli geografici mostrano chiaramente le crepe del modello tedesco:
> Frenata europea: le vendite verso i partner dell’Unione Europea scendono dell’1,6%, con una caduta del 2,8% nell’Eurozona.
> Crollo in Asia e Regno Unito: le merci inviate in Cina arretrano del 9,5% e quelle verso Londra del 7,2%. A bilanciare il colpo resta solo il balzo del 19,1% verso gli Stati Uniti. Pechino è diventato un mercato ostico, quasi inaccessibile all’export tedesco.
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