⚠️ POPOLO, DEMOCRAZIA E ALCUNI FRAINTENDIMENTI❗️
Andrea Zhok
🔴 L'articolo esamina il rapporto tra popolo, democrazia e concetti spesso fraintesi. Si sottolinea come la democrazia richieda l'esistenza di un "popolo" definito territorialmente e culturalmente. La sinistra progressista e liberale, invece, tende a considerare democrazie senza popoli, riducendo i diritti politici al mercato, dove "un dollaro è un voto". La destra, pur variabile, condivide spesso questo atteggiamento in termini di plutocrazia. Viene anche criticata la destra che, pur invocando tradizioni e radici, non agisce coerentemente, contribuendo all’americanizzazione e degradazione culturale. La democrazia, quindi, è in crisi per la perdita di identità collettiva e un'errata concezione del popolo.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il problema posto dalla democrazia è il problema dell’esistenza e funzionalità di un popolo (demos). Affermare che “la sovranità appartiene al popolo” è un passo indispensabile ma insufficiente.
🔸️ La sinistra di progressisti e liberali ha creato una finzione, destituita di ogni fondamento storico e pratico, per cui possono esistere democrazie senza popoli. DI fatto queste “democrazie senza popoli” sono semplicemente la riduzione della democrazia a non-luogo totale (globale) degli scambi volontari.
🔸️ Questa è la “democrazia” per cui “un dollaro è un voto” e in cui la volontà dei popoli si esprime con gli atti d’acquisto sul mercato. Ovviamente qui non esiste alcuna identità collettiva e dunque non esiste nessun orizzonte politico, che richiede la possibilità di una discussione orizzontale tra tutti i decisori.
🔸️ Questo è il “villaggio globale” dei “cittadini del mondo”. La politica è sostituita dall’economia, la democrazia dal mercato. Che ne siano consapevoli o meno, questa è esattamente la direzione in cui si muovono tutti i vari “no border” e tutti coloro che pensano che una cittadinanza sia un orpello inutile o un’onoreficenza politicamente corretta.
🔸️ Le democrazie hanno cominciato ad esistere quando sono venuti alla luce ordinamenti politici territorialmente definiti, dove le leggi, decise da chi appartiene stabilmente al territorio, si applicano a ciò che avviene su quel territorio.
🔸️ E' questa la ragione per cui esistono quelle eccezioni che sono ambasciate o navi, in cui si applica, in via del tutto eccezionale, una legge definita da un popolo per un territorio distante e diverso. Altrimenti ci sono imperi, monarchie, od oligarchie plutocratiche.
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⚠️ COALIZIONE DEI VOLENTEROSI: VOLENTEROSI DI FARE COSA, ESATTAMENTE?
Alex Marquez
🔴 La cosiddetta "Coalizione dei Volenterosi" rilancia una dichiarazione con cinque punti per la pace in Ucraina, ma le proposte non offrono nulla di nuovo rispetto alle iniziative precedenti. Il testo promuove un cessate il fuoco, negoziati basati sulla situazione attuale, un ruolo per una forza multinazionale sul suolo ucraino, e asset russi congelati. Tuttavia, non include alcun accordo su sanzioni, sblocco di fondi, né dettagli operativi. L’offerta, rivolta a Putin e Trump, è paragonabile a una “resa onorevole”, già esplorata ma non accettata. Intanto, il conflitto prosegue senza soluzione.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il nuovo formato E3 con cui viene presentato il vertice dei soliti noti d’Europa e il leader ucraino, ha il sapore del deja vu e infatti il risultato è identico degli innumerevoli precedenti.
🔹️ Macron, Merz, Starmer e Zelensky si riuniscono a Londra e producono una dichiarazione in cinque punti che chiunque abbia seguito solo marginalmente la crisi ucraina negli ultimi quattro anni riconoscerebbe immediatamente.
🔹️ Cessate il fuoco immediato, negoziati basati sull’attuale linea del fronte, diritto ucraino di scegliere le proprie alleanze, forza multinazionale di peacekeeping sul territorio ucraino, asset russi congelati fino al risarcimento integrale dei danni.
🔹️ Il tutto firmato dalla cosiddetta “Coalizione dei Volenterosi“, locuzione che torna in circolazione come se nessuno avesse notato quanto poco avesse prodotto la prima volta.
🔹️ Il comunicato è indirizzato tanto a Putin quanto a Trump, due interlocutori con cui i tre leader europei hanno in comune la caratteristica di non essere impressionabili dai comunicati congiunti. La domanda che rimane sospesa nell’aria londinese è semplice: cosa c’è di nuovo?
🔹️La dichiarazione E3 costruisce un’architettura negoziale che concede alla Russia una resa parzialmente dignitosa, il cessate il fuoco sulla linea attuale implica il riconoscimento de facto, non de jure, dei territori occupati, senza però offrire nulla di sostanziale in cambio.
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