Non è solo un convegno, è un atto d’amore verso il futuro.
📍 Siena, Sala dei Mutilati
🗓 8 Maggio 2026 | ore 20:30
Interverranno medici, professori e professionisti per fare chiarezza su temi vitali.
I posti sono limitati. Partecipa e non restare solo spettatore.
📩 Per info e prenotazioni: senesina@blu.it | 349/6520117
⚠️ LA PRIVATIZZAZIONE DELLE IMPRESE PUBBLICHE ENERGETICHE È AVVENUTA A DANNO DELLA SICUREZZA NAZIONALE❗️
Francesco Cappello
🔴 Negli ultimi 15 anni, l'Italia ha ridotto il numero di raffinerie da 16 a 11, perdendo il 15% della capacità produttiva. L’abbandono della raffinazione tradizionale a favore di progetti green, spesso finanziati da fondi europei, ha indebolito la sovranità energetica del Paese. La transizione ecologica, incentivata da politiche economiche e finanziarie, ha privilegiato profitti immediati agli investimenti a lungo termine. La crisi energetica odierna è vista come conseguenza di questa strategia che ha messo a rischio la sicurezza nazionale.
Sommario ⬆️
⏹️ Negli ultimi quindici anni, l’Italia ha silenziosamente abdicato al suo ruolo di “raffineria d’Europa”, trasformando quella che era una solida fortezza industriale in una struttura fragile e pericolosamente dipendente dall’estero.
🔸️ Nel 2010 il nostro Paese poteva contare su 16 grandi raffinerie attive, un apparato capace di trasformare il greggio in ogni tipo di carburante necessario alla nostra vita quotidiana. Oggi, nel 2026, quel numero è sceso ad appena 11.
🔸️ Non si tratta di una semplice flessione fisiologica, ma di uno smantellamento programmato che ha visto la nostra capacità di lavorazione primaria crollare da oltre 100 milioni di tonnellate annue a circa 83 milioni, segnando una perdita secca del 15% della nostra forza produttiva.
🔸️ Lo smantellamento è stato presentata sotto l'etichetta della “transizione green”. Siti storici come Venezia e Gela sono stati riconvertiti in bio-raffinerie, un passo avanti verso l’ecologia che nasconde un retroscena inquietante. La scelta green non era solo finanziariamente attraente, ma “obbligata” per i manager, per l’imponente flusso di denaro pubblico veicolato dall’Unione Europea.
🔸️ Trasformare una raffineria tradizionale in una “bio-raffineria” non è solo una mossa per ripulire l’immagine aziendale con la retorica green, sponsorizzata dagli anni 90, inizio delle privatizzazioni, che imputa all’anidride carbonica i cambiamenti climatici in corso, ma per ricevere i miliardi di euro previsti dal Fondo per l’Innovazione UE, dal REPowerEU e dal PNRR.
🔸️ In pratica, lo Stato e l’Europa hanno sussidiato attivamente la chiusura delle linee di produzione del greggio. Per una società per azioni, mantenere la raffinazione tradizionale costa troppo in manutenzione e tasse sulle emissioni, mentre convertirsi al “green” abbatte i costi del personale e permette di incassare incentivi a fondo perduto.
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Riassunto punti salienti
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
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🔴 Il calcio è sempre più una commodity, dominata dal consumo e dagli interessi economici, in contrasto con le sue radici popolari. Le grandi squadre puntano a creare una Super Lega Europea esclusiva, allontanandosi ulteriormente dal pubblico tradizionale. Gli spettatori negli stadi sono spesso turisti o sponsor, non tifosi veri, e il lavoro e l’orario delle partite rendono difficile l’accesso per i meno abbienti. Il rischio è che il calcio diventi un prodotto riservato ai ricchi e perdi il suo legame con la cultura sportiva originale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Secondo molti osservatori, il futuro del calcio organizzato è a rischio e dipende sempre di più dal consumo piuttosto che da una solida cultura calcistica di matrice popolare.
🔸️ Se il calcio andasse fuori moda fra le classi medio-alte, è possibile che le classi lavoratrici siano ormai talmente estromesse da non poter essere più in grado di salvare l’industria dal crollo.
🔸️ Come osservato in un articolo uscito sull’«Observer» negli anni Novanta: «Il pericolo è che la nuova versione commerciale del gioco, imbastita per la televisione e giocata da star pagate milioni, non riuscirà ad attirare la nuova generazione di consumatori compulsivi».37
🔸️ Malcolm Clarke, presidente della Football Supporters Association, ha dichiarato allo stesso giornale che «negando alle masse la possibilità di accesso, le prossime generazioni potrebbero accorgersi in futuro che il calcio, il gioco del popolo, è diventato un sport di nicchia»38.
🔸️ L’industria del calcio però continua a crescere. I grandi investitori hanno presentato varie strategie per assicurarsi entrate ancora maggiori per i club più importanti, allargando ancora di più la forbice con le categorie più basse del calcio professionistico.
🔸️ I direttori sportivi delle grandi squadre europee, in particolare a suo tempo Uli Hoeneß del Bayern Monaco, sostengono da tempo la creazione di una Super Lega Europea in cui i migliori club, quindi i più ricchi, possano unirsi in modo simile a quanto avviene nelle leghe sportive statunitensi.
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Riassunto punti salienti
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