🔴 Il calcio è sempre più una commodity, dominata dal consumo e dagli interessi economici, in contrasto con le sue radici popolari. Le grandi squadre puntano a creare una Super Lega Europea esclusiva, allontanandosi ulteriormente dal pubblico tradizionale. Gli spettatori negli stadi sono spesso turisti o sponsor, non tifosi veri, e il lavoro e l’orario delle partite rendono difficile l’accesso per i meno abbienti. Il rischio è che il calcio diventi un prodotto riservato ai ricchi e perdi il suo legame con la cultura sportiva originale.
Sommario ⬆️
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⏹️ Secondo molti osservatori, il futuro del calcio organizzato è a rischio e dipende sempre di più dal consumo piuttosto che da una solida cultura calcistica di matrice popolare.
🔸️ Se il calcio andasse fuori moda fra le classi medio-alte, è possibile che le classi lavoratrici siano ormai talmente estromesse da non poter essere più in grado di salvare l’industria dal crollo.
🔸️ Come osservato in un articolo uscito sull’«Observer» negli anni Novanta: «Il pericolo è che la nuova versione commerciale del gioco, imbastita per la televisione e giocata da star pagate milioni, non riuscirà ad attirare la nuova generazione di consumatori compulsivi».37
🔸️ Malcolm Clarke, presidente della Football Supporters Association, ha dichiarato allo stesso giornale che «negando alle masse la possibilità di accesso, le prossime generazioni potrebbero accorgersi in futuro che il calcio, il gioco del popolo, è diventato un sport di nicchia»38.
🔸️ L’industria del calcio però continua a crescere. I grandi investitori hanno presentato varie strategie per assicurarsi entrate ancora maggiori per i club più importanti, allargando ancora di più la forbice con le categorie più basse del calcio professionistico.
🔸️ I direttori sportivi delle grandi squadre europee, in particolare a suo tempo Uli Hoeneß del Bayern Monaco, sostengono da tempo la creazione di una Super Lega Europea in cui i migliori club, quindi i più ricchi, possano unirsi in modo simile a quanto avviene nelle leghe sportive statunitensi.
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Riassunto punti salienti
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
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Il passaggio della Corsica dalla Repubblica di Genova alla Francia è un evento storico complesso, interpretato come un atto di forza, piuttosto che una vendita diretta e consensuale. Sebbene tecnicamente regolato da trattati, le circostanze evidenziano un forte elemento di sopraffazione.
La mancata restituzione: Dopo l'occupazione militare francese, la Francia non restituì mai l'isola, trasformandola in una base strategica nel Mediterraneo.
La definitiva annessione: Il 30 novembre 1789, la Corsica venne ufficialmente proclamata parte integrante della Francia.
Quindi, se da un lato esiste un trattato internazionale (Versailles 1768) che formalizza il passaggio, dall'altro la situazione storica vede una occupazione militare francese a discapito della volontà di indipendenza corsa e della sovranità genovese, spesso vista come un "inganno" o una manovra di forza da parte della corona francese. Se si chiedesse, oggi, ai Corsi da che parte stare? Sceglierebbero a Francia o l'Italia? Seguici su t.me/aemporium