La mente è una macchina straordinaria, capace di costruire visioni e di dissolverle con la stessa velocità. Eppure ci sono esperienze che non trovano una logica, che resistono a ogni tentativo di razionalizzazione e continuano a riaffiorare. Qualcosa esiste al di là della nostra comprensione, qualcosa che probabilmente non sarà mai del tutto svelato, e forse è giusto così.
Ecco allora qualche romanzo capace di far battere il cuore un po' più forte.
In questo numero speciale abbiamo selezionato per voi alcuni libri.
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⚠️ L’ECONOMIA DELLA GUERRA: COME IL RIARMO STA RISCRIVENDO LA DEMOCRAZIA E APRENDO LA STRADA AL NUOVO AUTORITARISMO❗️
Mario Sommella
🔴 La spesa militare globale è arrivata nel 2025 a 2.887 miliardi di dollari, con Stati Uniti, Cina e Russia che ne concentrano il 60%. L’aumento massiccio di fondi verso il complesso militare-industriale produce insicurezza sociale, con conseguente erosione del welfare e crescita di movimenti autoritari e neofascisti. La guerra si è trasformata da fallimento in funzione della politica, supportando un sistema che richiede società disciplinate, povere e spaventate. Molti governi, pur presentandosi democratici, continuano a finanziare l’industria bellica a spese dei diritti sociali.
Sommario ⬆️
⏹️ C’è un numero che dovrebbe gelare il sangue nelle vene di chiunque abbia a cuore la democrazia, la pace e la giustizia sociale: 2.887 miliardi di dollari. È la cifra record della spesa militare globale nel 2025, certificata dal Stockholm International Peace Research Institute.
🔘 Mai nella storia dell’umanità si era investito così tanto nella preparazione della guerra. Mai il mondo era stato così armato. E mai, paradossalmente, così insicuro. Non è solo un dato economico. È un segnale politico. È la fotografia di un sistema che sta cambiando natura.
🔘 Dietro quei numeri si nasconde una mutazione profonda: il ritorno della guerra come architrave dell’economia e della politica, e con essa il riemergere di pulsioni autoritarie, nazionaliste e apertamente neofasciste che si stanno diffondendo in tutto l’Occidente. Non è una coincidenza. È una connessione.
🔘 I dati sono chiari. Stati Uniti, Cina e Russia concentrano il 60% della spesa militare globale. L’Europa accelera con un aumento medio del 14%, mentre l’Italia registra un inquietante +20%. La NATO nel suo complesso supera i 1.500 miliardi di dollari. Ma il punto centrale non è chi spende di più. È perché lo si fa.
🔘 La narrazione dominante parla di “sicurezza”, di “difesa”, di “minacce globali”. Ma la realtà è un’altra: siamo di fronte a un gigantesco trasferimento di risorse pubbliche verso il complesso militare-industriale. Un sistema che vive di conflitti, li alimenta e ne trae profitto.
🔘 La guerra non è più un fallimento della politica. È diventata una funzione della politica. Ed è qui che il cerchio si chiude: perché un’economia fondata sulla guerra ha bisogno di società disciplinate, impoverite, impaurite. Ha bisogno di consenso costruito sulla paura e in ultima analisi, di forme di governo sempre meno democratiche.
🔘 Quando le risorse vengono drenate verso la spesa militare, qualcosa deve essere sacrificato. E quel qualcosa ha sempre lo stesso nome: welfare. Sanità sottofinanziata. Scuola pubblica impoverita. Giovani senza prospettive. Lavoro precarizzato. Diritti sociali erosi.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
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Sarebbe ora di iniziare a dire che Sergio Mattarella è stato ed è uno dei peggiori presidenti che la pur giovane Repubblica italiana abbia mai avuto. Un uomo che ha interpretato il suo ruolo - in piena continuità con il suo predecessore - non come quello di un garante terzo e imparziale, ma piuttosto come una sorta di "guardiano" dello status quo, o se preferite di custode del vincolo esterno. L'inquilino del Colle ha lavorato costantemente per blindare un determinato posizionamento dell'Italia sullo scacchiere geopolitico, rendendo incontestabili e indiscutibili alcuni indirizzi già dettati dall'alto e assunti fideisticamente e dogmaticamente come "giusti", sgomberando il campo della dialettica democratica dai temi cari alle élites finanziarie e alle strutture di potere sovranazionali.
L'imbrazzante vicenda della grazia concessa a Nicole Minetti su presupposti che sembrano essere falsi o comunque opachi è solo la punta dell'iceberg. Chiaramente ci sono responsabilità all'interno del Ministero che andranno appurate, ma se al Capo dello Stato arriva un dossier su una figura così controversa, per di più caldamente "sponsorizzato" da una maggioranza politica del suo stesso colore, è assolutamente inaccettabile che questi abbia firmato con tale spaventosa leggerezza, quando a un quotidiano sono bastate poche ore di approfondimenti per sconfessare gran parte delle circostanze contenute nella richiesta di grazia.
Se vogliamo davvero sentirci un Paese diverso e migliore da quelli retti dagli oligarchi verso cui si punta spesso il dito, oggi non dovrebbe essere un tabù quello di chiedere le dimissioni della più alta carica dello Stato, che nella migliore delle ipotesi ha gestito questa faccenda in maniera frettolosa, superficiale, poco trasparente. Sembra però che le forze politiche che hanno contribuito giubilanti alla sua rielezione non vogliano sentirci da quest'orecchio.
❤️ KARMA DIEM PUNTATA 40
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Non è solo un convegno, è un atto d’amore verso il futuro.
📍 Siena, Sala dei Mutilati
🗓 8 Maggio 2026 | ore 20:30
Interverranno medici, professori e professionisti per fare chiarezza su temi vitali.
I posti sono limitati. Partecipa e non restare solo spettatore.
📩 Per info e prenotazioni: senesina@blu.it | 349/6520117