⚠️ LA CRISI DELL’EUROPA NON È UNA CRISI DI FORMULE
Sergio Restelli
🔴 L'autore Sergio Restelli sostiene che la crisi europea non risiede nelle formule istituzionali, ma in una carenza di sostanza: l'Europa possiede strutture economiche e burocratiche efficienti, ma manca di una coscienza comune della propria responsabilità politica e strategica. Rifiutando un'Europa che cerca di eguagliare le altre potenze in termini di puro dominio, l'articolo propone una "terza strada" che unisca la forza necessaria per difendere i propri interessi con la coscienza per evitare di replicare le aggressioni del passato. La vera sfida non è inventare nuove definizioni, ma trasformare le idee in potere politico, capacità operativa e decisioni coraggiose.
Sommario ⬆️
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⏹️ In Europa la crisi non è di formule. È di sostanza. Possiamo cambiare le parole, inventare nuove definizioni, moltiplicare i vertici, le dichiarazioni, i documenti, gli accordi, le strategie.
🎯 Possiamo persino cambiare il linguaggio con cui raccontiamo l’Europa a se stessa. Ma arriva sempre il momento in cui le parole devono incontrare la realtà. Ed è lì che l’Europa oggi mostra la sua fragilità.
🎯 Non penso che il problema europeo sia semplicemente quello di avere istituzioni troppo complesse, oppure governi che non riescono a mettersi d’accordo. Quello è il sintomo.
🎯 La domanda più profonda è un’altra: l’Europa sa ancora che cosa vuole essere? Perché un continente può avere una moneta, un mercato, un Parlamento, una Commissione, una burocrazia efficiente e centinaia di regolamenti. Ma tutto questo non basta a costruire una comunità politica.
🎯 Una comunità esiste quando riconosce ciò che vuole difendere, ciò che è disposta a sacrificare e ciò per cui è pronta ad assumersi una responsabilità. E qui sta, a mio avviso, il punto.
🎯 L’Europa ha costruito moltissimo sul terreno dell’economia e delle regole, ma ha fatto più fatica a costruire una coscienza comune della propria responsabilità nel mondo.
🎯 Quando arriva una crisi energetica, una guerra alle porte, una minaccia alle rotte commerciali, una trasformazione tecnologica, una pressione migratoria o una competizione economica globale, non basta dire che dobbiamo essere più uniti. Bisogna sapere per fare che cosa.
🎯 E, soprattutto, bisogna essere capaci di farlo. Perché la sovranità, nel mondo reale, non è una parola. È la capacità di prendere una decisione e di sostenerne le conseguenze. È poter difendere i propri interessi senza trasformarli in aggressione.
🎯 È avere una politica energetica che non renda il continente vulnerabile. È avere una capacità industriale e tecnologica che non consegni ad altri le infrastrutture essenziali del proprio futuro.
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Andrea Zambrano
🔵 ❗️NDR 》Come mai TUTTI i responsabili (politici nazionali, europei, UE, OMS, Aifa, Ema, virologi e giornalisti del sistema ecc.) di questa vergognosa azione criminale contro l'umanità, sono tuttora tranquillamente a piede libero? Anzi molti di questi personaggi, decidono il nostro futuro politico, economico e se dobbiamo andare in guerra? Che vergogna❗️
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🔴 L'articolo denuncia l'occultamento di effetti avversi da vaccini mRNA, citando rivelazioni del British Medical Journal. Si afferma che la FDA e i CDC, sotto la direzione di Rochelle Walensky, hanno silenzioso studiosi come Ana Szarfman e William Dumouchel, che nel 2021 avevano segnalato difetti metodologici ("effetto mascheramento") negli algoritmi di farmacovigilanza, nasccondendo casi di miocarditi e altre patologie.
L'autore Andrea Zambrano collega questi fatti al contesto italiano, riferendosi alle denunce del patologo Paolo Bellavite. Bellavite aveva avvisato Aifa, il Ministero della Salute e l'OMS sugli errori degli algoritmi usati per la classificazione delle reazioni avverse, errori che escludevano a priori la correlazione con i vaccini. Le sue segnalazioni, rimaste senza risposta, lo portarono a essere etichettato impropriamente come "no vax" da parte di alcune dirigenze. L'articolo conclude affermando che tali studiosi avrebbero dovuto essere riconosciuti per il loro coraggio scientifico.
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⏹️ E così anche gli americani avevano trovato il modo di occultare gli effetti avversi da vaccino Covid. Come? Con un algoritmo compromesso, tarato per insabbiare gli allarmi e nascondere i danni.
🔸️ Le rivelazioni uscite l’altro ieri sul "British Medical Journal" fanno rumore perché documentano che La FDA e i CDC sapevano che le metodiche utilizzate per raccogliere i dati sugli effetti avversi dei vaccini a mRna non erano adeguate, ma decisero di silenziare gli studiosi che coscienziosamente denunciavano queste irregolarità.
🔸️ Al motto di “cessare e desistere”, che assomiglia tanto al “troncare e sopire” di manzoniana memoria, l’allora direttrice Rochelle Walensky zittì il medico dell’Fda Ana Szarfman e lo sviluppatore William Dumouchel. Entrambi lavorano per organizzazione del controllo del farmaco (la nostra Aifa).
🔸️ Questi medici avvertirono già nel 2021, dunque a campagna vaccinale mondiale attiva, che il metodo utilizzato per la ricerca e classificazione delle reazioni avverse, il metodo “bayesiano empirico” soffriva di un macroscopico difetto metodologico noto come “effetto mascheramento” (masking).
🔸️ Il risultato fu che vennero di fatto nascoste la stragrande quantità di miocarditi, pericarditi e paralisi di Bell e soltanto nel 2023, dunque a campagna vaccinale ormai terminata, il responsabile della farmacovigilanza di Fda riconobbe in una mail interna che l’agenzia conosceva da oltre due anni il problema.
🔸️ Questo è quanto sta emergendo in questi giorni al Senato Usa anche grazie a precise richieste di accesso agli atti (FOIA) effettuate dai commissari che stanno indagando sulla pandemia.
🔸️ Il meccanismo è sempre quello collaudato: per non disturbare la narrazione del vaccino sicuro, gli organismi di controllo hanno deliberatamente scelto di tacere gli effetti avversi non correggendo gli strumenti di analisi che si rivelavano via via sempre più fallaci.
🔸️ La storia americana ci riporta a casa nostra, perché quella delle metodiche errate di segnalazione e di elaborazione dei dati, attraverso algoritmi e modelli matematici, è stata una costante della campagna vaccinale tanto da diventare un "modus operandi" rodato.
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