*️⃣ Olivetti non era solo una fabbrica di macchine da scrivere. Era il sogno industriale più ambizioso d’Italia.
*️⃣ Da Ivrea nacquero la Lettera 22, l’ELEA 9003 e la Programma 101: macchine che anticiparono il futuro del personal computing anni prima di Apple e IBM.
*️⃣ Adriano Olivetti immaginò qualcosa che sembrava impossibile: unire tecnologia, design, cultura e dignità umana in un unico sistema industriale. Ma allora…
come ha potuto l’Italia perdere tutto questo?
*️⃣ In questo documentario raccontiamo: la nascita dell’impero Olivetti, la rivoluzione tecnologica italiana Mario Tchou e il progetto ELEA la Programma 101, uno dei primi personal computer della storia il declino di Ivrea la vendita della divisione elettronica il motivo per cui l’Italia perse il proprio futuro tecnologico.
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🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
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✅ Elon Musk ha ipotizzato uno scenario destinato a far discutere: un futuro in cui l'intelligenza artificiale e i robot produrranno così tanti beni e servizi da rendere il denaro sempre meno necessario.
▶️ «A cosa serve il denaro? Ovviamente cibo, alloggio, trasporti e divertimento. Ma se robot e intelligenza artificiale forniscono più beni e servizi di quanti ne possa consumare un essere umano, a cosa serve il denaro in quel caso?»
Un plauso al neo-presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio Giovanni Malagò che, inaugurando un nuovo corso della nazionale evidentemente libero da nefaste ingerenze e sovrastrutture politiche tipiche del passato, ha sventato con eroismo il diabolico tentativo del Cremlino di infiltrarla attraverso il suo uomo di fiducia Andrej PIRLOCKIJ.
Il piano prevedeva di snaturare il modo di giocare occidentale attraverso il superamento tecnico di ogni libertà individualistica, in nome di un possesso palla centralizzato e pianificato. Inoltre, a seguito di una perquisizione effettuata a casa di Pirlockij, sono stati trovati appunti tattici che enfatizzavano l'attacco dell'area avversaria, l'aggressione alta, l'invasione della metà campo altrui, piuttosto che una difesa dei propri spazi più in linea con i canoni del diritto internazionale.
Insomma, di fronte al palese tentativo dei russi di sabotare il calcio italiano per impedirgli di continuare a mietere gli implacabili successi degli ultimi anni, le nostre istituzioni si sono dimostrate reattive al punto giusto, rispedendo a casa il putiniano in incognito.
Ora è già partita la ricerca del nuovo commissario tecnico, che possa garantire standard più adeguati al posizionamento geopolitico del nostro Paese: patentino NATO, tatuaggio della bandiera ucraina, e che non abbia mai ordinato un'insalata russa al ristorante. Mondiali 2030, arriviamo!