⚠️ I LIMITI DELLE BANCHE CENTRALI: PERCHÉ LA POLITICA MONETARIA NON BASTA PIÙ A SALVARE L’ECONOMIA REALE❗️
Redazione Geopolitika
🔴 Le banche centrali non riescono più a salvare l’economia reale con la sola politica monetaria. La crisi odierna è strutturale: riguarda l’inflazione, il costo delle materie prime, la crisi energetica, le tensioni geopolitiche e la perdita di competitività. Stampare denaro non risolve problemi legati all’offerta, all’energia o alla produttività. La ricchezza reale nasce dall’economia produttiva, non dalla liquidità creata artificialmente.
Sommario ⬆️
---------------------------------
⏹️ Per oltre quindici anni le banche centrali sono state considerate il principale argine contro le crisi economiche globali.
🔸️ Dopo il collasso finanziario del 2008 e successivamente durante la pandemia, gli istituti monetari hanno assunto un ruolo centrale nella gestione dell’economia, immettendo enormi quantità di liquidità nel sistema attraverso tassi d’interesse vicini allo zero, acquisti di titoli pubblici e programmi straordinari di sostegno ai mercati finanziari.
🔸️ Queste politiche hanno dato l’impressione che la moneta potesse risolvere qualsiasi problema economico. Per lungo tempo gli investitori hanno creduto che le banche centrali potessero sostenere all’infinito crescita, occupazione e stabilità semplicemente aumentando la liquidità disponibile. Oggi però quello schema mostra tutti i suoi limiti.
🔸️ La crisi economica contemporanea è profondamente diversa da quelle affrontate nel passato recente. Non ci troviamo soltanto davanti a un problema di domanda interna debole o di crisi finanziaria.
🔸️ Il mondo sta vivendo una trasformazione strutturale caratterizzata da inflazione persistente, aumento del costo delle materie prime, tensioni geopolitiche, crisi energetica e perdita di competitività industriale, soprattutto in Europa.
🔸️ In questo scenario parlare di crescita dello “zero virgola” appare sempre più distante dalla realtà quotidiana vissuta da famiglie e imprese. Un PIL formalmente positivo non significa necessariamente miglioramento del benessere collettivo.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉 Canale Libertà e democrazia
👉 @demgiulib2
Per questo mese, abbiamo deciso di proporvi un viaggio a ritroso nel tempo, cercando tra le pieghe della storia le radici di questo caos eterno. Focus di questo appuntamento:Le Crociate e il mistero dei Templari. Cavalieri, fede e geopolitica di un passato che, a guardarlo bene, non è mai stato così attuale.
In questo numero speciale abbiamo selezionato per voi alcuni libri.
Leggi la rivista cliccando il link sottostante.
https://www.9mq.it/libri-che-passione/
Inoltre, ti invitiamo a seguirci anche sul nostro canale Telegram, dove condividiamo molte informazioni, eventi e approfondimenti esclusivi:
NELLA PLACENTA 🌺🌺🌺
Che i vaccini covid dati in gravidanza raggiungessero il feto era cosa nota, nel roditore e anche in uno studio clinico che esaminava due placente umane. Ora tuttavia arriva uno studio corposo, su ben 106 donne di cui l'87% vaccinate e di queste una buona metà anche con il covid, alcune più di una volta. Studio che conferma che la proteina spike, tossina virale prodotta anche dal vaccino, c'è spessissimo, di regola senza tracce di infezione virale, quindi con buona probabilità di origine vaccinale, quasi sempre sul versante fetale della placenta, cioè a contatto con il bimbo. Di questi studio, su cui ci sarebbe molto da dire, voglio sottolineare due sole cose:
(i) 92 donne vaccinate e malgrado questo, delle 92 ben 42 contraggono comunque il covid, alcune pure un paio di volte, Sappiamo che col vaccino ilo covid non è mai grave e se è grave è perchè saresti morto altrimenti, ma insomma, vedere scritti certi dati fa comunque impressione;
(ii) dei 106 neonati inclusi nello studio, 8 avevano malformazioni o patologie di vario genere. Lo studio non era calibrato per esaminare questi aspetti, ma si fatica a non ricordare il dato contenuto nei dossier registrativi dei vacicni covid, secondo cui nelle ratte vaccinate le malformazioni fetali erano il doppio rispetto alle ratte di controllo. E 8 su 106 è comunque uno si tredici. Poi, fate voi.
Lo studio: https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0344185