⚠️ IL PREZZO DELLA FRATTURA: LA GUERRA RUSSO-UCRAINA E IL CONTO PAGATO DELL’ECONOMIA EUROPEA❗️
Lara Ballurio
🔴 L'articolo analizza l'impatto economico della guerra russo-ucraina sull'Europa, evidenziando come la logistica commerciale sia sempre più intrecciata a quella militare, come dimostrato dagli attacchi a depositi di beni civili utilizzabili dalle forze armate (caso Liqui Moly e Wildberries). Prima del conflitto, l'UE dipendeva fortemente dalla Russia per l'energia (44% del gas nel 2021); la rottura ha provocato un balzo dei prezzi energetici (fino al 93,4% per la produzione) e inflazione diffusa, erodendo il potere d'acquisto e stringendo la politica monetaria della BCE. Oggi l'Europa deve affrontare costi di approvvigionamento più elevati da nuovi fornitori globali, con la prospettiva di una possibile ricostruzione parziale della complementarità economica solo in condizioni politiche radicalmente diverse.
Sommario ⬆️
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⏹️ Nella notte del 5 agosto un attacco russo contro la capitale ucraina ha distrutto anche un deposito nel quale erano custoditi prodotti della tedesca Liqui Moly, azienda di Ulm specializzata in oli motore, lubrificanti, grassi e additivi per autoveicoli.
🔸️ Il giorno seguente, la Deutsche Presse-Agentur (dpa), in una ricostruzione pubblicata da WELT, ha precisato che l’immobile non apparteneva direttamente a Liqui Moly: era il deposito centrale di un distributore ucraino nel quale venivano conservati anche prodotti del marchio tedesco.
🔸️ Nello stesso articolo, dpa riferisce che il Ministero della Difesa russo aveva parlato di un attacco massiccio contro centri logistici e distributivi destinati a beni militari.
🔸️ Il registro Prozorro documentazione una fornitura prodotti Liqui Moly, il 18 giugno 2025 di quattro confezioni di grasso per il montaggio di iniettori e candelette, consegnate direttamente alla struttura militare. Si tratta di materiali normalmente civili, ma utilizzabili anche per la manutenzione dei mezzi delle Forze armate.
🔸️ Al momento non è però possibile stabilire se il deposito colpito il 5 agosto rifornisse direttamente quelle unità. Resta un dato più ampio: dopo quattro anni e mezzo di conflitto, la logistica commerciale è sempre più intrecciata con quella militare.
🔸️ Lo dimostra ciò che sta accadendo anche dall’altra parte del fronte. Dal 18 luglio l’Ucraina ha intensificato gli attacchi contro i centri logistici di Wildberries, il maggiore operatore russo dell’e-commerce.
🔸️ Il 7 agosto Reuters, incrociando informazioni aziendali, fonti russe e immagini satellitari, ha calcolato che almeno venti strutture erano state danneggiate o distrutte, per oltre 1,18 milioni di metri quadrati di superficie logistica.
🔸️ Le conseguenze si stanno propagando ai venditori indipendenti e alle migliaia di piccole attività che dipendono dalla piattaforma.
🔸️ Kiev accusa Wildberries di contribuire indirettamente all’apparato bellico russo. È quasi il riflesso speculare della controversia sui magazzini ucraini: Mosca sostiene di colpire reti attraverso le quali transiterebbero materiali utilizzabili dalle Forze armate.
🔸️ Una guerra moderna non consuma soltanto missili e munizioni: ha bisogno di carburante, pneumatici, oli, semiconduttori, camion, server, assicurazioni, software, credito e depositi.
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⚠️ LA GUERRA CON ALTRI MEZZI. COME GLI STATI UNITI ESTRAGGONO RICCHEZZA ATTRAVERSO L'INSTABILITÀ
Gerardo Lisco
🔴 Gerardo Lisco argomenta che gli Stati Uniti sostituiscono l'estrazione tradizionale di risorse naturali con un moderno estattivismo finanziario. L'egemonia americana si mantiene attraverso il controllo del dollaro e dei mercati globali, trasformando l'instabilità geopolitica e la volatilità economica in risorse strategiche che attirano capitali verso Wall Street e rafforzano la spesa federale.
• Il vantaggio competitivo degli USA è passato dalla produzione industriale alla finanza e all'innovazione tecnologica.
• Crisi internazionali (es. Stretto di Hormuz) e politiche aggressive (es. dichiarazioni di Trump) generano volatilità che favorisce i detentori di beni rifugio statunitensi.
• La guerra contemporanea si disputa tramite mercati, energia e informazione, non più solo attraverso eserciti.
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⏹️ «La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi.» La celebre definizione di Carl von Clausewitz appartiene a un mondo nel quale la forza si misurava sul campo di battaglia.
🔹️ Le guerre erano combattute dagli eserciti e l’obiettivo consisteva nella conquista del territorio o nella distruzione della capacità militare dell’avversario. Due secoli dopo quella definizione conserva tutta la sua validità, ma i “mezzi” attraverso i quali la politica continua sono profondamente cambiati.
🔹️ Le grandi potenze non perseguono più i propri interessi esclusivamente attraverso la guerra tradizionale. L’informazione, la finanza, i mercati energetici, le sanzioni economiche, la tecnologia e perfino i flussi migratori sono divenuti strumenti di competizione geopolitica.
🔹️ La guerra non è scomparsa: si è trasformata. Questa trasformazione riflette anche un cambiamento del capitalismo. Per comprendere il presente occorre partire da una constatazione.
🔹️ Gli Stati Uniti non occupano più la posizione che avevano nel secondo dopoguerra. Rimangono la principale potenza militare del pianeta, ma non sono più il centro indiscusso della produzione industriale mondiale.
🔹️ La Cina è divenuta la principale piattaforma manifatturiera globale, mentre il vantaggio competitivo americano si concentra sempre più nella finanza, nell’innovazione tecnologica, nel controllo del dollaro e dei mercati internazionali dei capitali.
🔹️ Se questa diagnosi è corretta, cambia anche la natura dell’egemonia. Nel Novecento la ricchezza veniva spesso trasferita attraverso il controllo diretto delle materie prime, delle colonie, delle rotte commerciali o mediante l’intervento militare.
🔹️ Oggi il meccanismo appare diverso. La principale risorsa strategica non è soltanto il petrolio o una miniera di rame. È il capitale finanziario. L’ipotesi che propongo è semplice. Gli Stati Uniti sembrano perseguire una forma di estrattivismo diversa da quella classica.
🔹️ Non estraggono prevalentemente risorse naturali; estraggono capitale. Il loro obiettivo strategico consiste nel mantenere il sistema finanziario americano al centro della circolazione mondiale della ricchezza.
🔹️ Per farlo è necessario che il dollaro continui a rappresentare il principale bene rifugio del pianeta e che i mercati statunitensi rimangano la destinazione privilegiata dei capitali internazionali.
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L'infettivologo Matteo Bassetti, sui propri social, si è apertamente scagliato contro gli americani e le accuse rivolte ad Anthony Fauci. Ha poi criticato anche una parte dell'Italia che ha deciso di schierarsi dalla parte, per lui, sbagliata.
"Un mondo capovolto.
I trogloditi americani della politica destrorsa, che curavano il Covid con candeggina, ivermectina e clorochina si scagliano ogni giorno contro Fauci, uno dei più autorevoli scienziati del mondo, che ha contribuito a sconfiggere alcune delle più gravi malattie infettive della storia, tra cui l’HIV/AIDS. Fauci, rappresenta il simbolo più alto della Scienza degli ultimi 50 anni. Quella Scienza che ha contribuito a migliorare la salute di tutti i cittadini, almeno di quelli dei paesi più ricchi ed evoluti.
Il vero dramma è che accanto all’ignoranza scientifica di Trump e di alcuni rappresentanti del partito repubblicano americano, si siano immediatamente schierati molti analfabeti, per lo più appartenenti alla destra italica, che, incredibilmente, ricoprono importanti ruoli politici e di governo.
In questo scenario in cui la politica americana, ma anche quella di casa nostra, invade e tenta di occupare il campo della salute e della scienza, serve una presa di posizione netta da parte del Ministro della Salute.
Oggi l’Italia non può più ondeggiare tra scienza e antiscienza, bisogna mettere un punto fermo. Schillaci, per favore, batti un colpo". Queste le sue parole