🇮🇱🇺🇸⚡️ — 6.500 tonnellate di munizioni e equipaggiamento militare dagli Stati Uniti sono state consegnate a Israele nelle ultime 24 ore come parte di una "operazione logistica su larga scala".
➡️ Due navi da carico sono attraccate nei porti di Porto di Ashdod e Porto di Haifa, trasportando munizioni lanciate da aria e terra, camion militari e Veicoli Tattici Leggeri Congiunti. Diversi voli hanno anche consegnato attrezzature.
➡️ Il Ministero della Difesa israeliano ha osservato che da quando la guerra con l'Iran è iniziata il 28 febbraio, più di 115.600 tonnellate di equipaggiamento sono arrivate tramite 403 voli e 10 navi.
Maria Zakharova ha risposto all'affermazione di Kaja Kallas secondo cui l'Europa non dovrebbe "umiliarsi implorando la Russia di avviare negoziati" con una citazione dalla commedia "Un miracolo ordinario":
"Dicevano che eravamo isolati. Guardate com'è andata a finire. Come si suol dire, vi ho rincorso per così tanto tempo solo per dirvi quanto vi sono indifferente. <...> A quanto pare, questo è un vecchio gioco estone: mettersi un bidone della spazzatura in testa e pensare che nessuno vi veda."
L’evento è clamoroso e quindi ci ritorniamo oggi: l’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’OPEC (l’organizzazione dei paesi esportatori di petrolio) segna uno spartiacque negli equilibri geopolitici ed energetici dello scacchiere internazionale. Perchè Dubai ha preso questa decisione? Che effetti porta e porterà in futuro?
Il WSJ rivela che Trump è più incline alla prosecuzione del blocco dello Stretto di Hormuz che a ripartire con un nuovo attacco all’Iran.
Negli Stati Uniti è scontro frontale tra il Vice-presidente JD Vance e il Segretario alla Difesa Pete Hegseth a causa del pessimo andamento del conflitto in Iran e della situazione complessiva che si è creata in MO per gli Stati Uniti.
“La guerra in Iran costa all’UE 500mln di € al giorno per l’energia. Stiamo perdendo 500mln al giorno”. A dichiararlo la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen che aggiunge “Le conseguenze di questo conflitto potrebbero farsi sentire per anni”. E prosegue “Nei primi 60gg di conflitto l’UE ha speso 27mld di € in più per le importazioni di combustibili fossili. La strada da percorrere è quindi ovvia: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra offerta di energia pulita, a buon mercato e prodotta in casa. Dalle rinnovabili al nucleare, nel pieno rispetto della neutralità tecnologica”.