In questa intervista condotta da Daniel Davis, l'ex diplomatico britannico e ufficiale dell'MI6 Alastair Crooke offre una prospettiva controcorrente sul conflitto in Medio Oriente.
Mentre il Pentagono e l'amministrazione Trump rivendicano il successo dell'Operazione Epic Fury, sostenendo di aver decimato le capacità militari di Teheran, Crooke descrive una realtà ben diversa: una "sconfitta strategica" per l'Occidente. Attraverso l'uso di sofisticate esche termiche cinesi e impenetrabili basi sotterranee, l'Iran avrebbe mantenuto intatta la sua forza missilistica, riuscendo a capovolgere la dinamica di potere nel Golfo Persico.
L'analisi approfondisce il ruolo dello Stretto di Hormuz come arma economica, le pressioni politiche di Netanyahu per prolungare la guerra e il fallimento dei negoziati di Islamabad. Secondo Crooke, l'Iran non sta solo resistendo, ma è determinato a rompere definitivamente il paradigma del contenimento occidentale, accettando il rischio di un caos globale pur di affermare la propria sovranità regionale. Un esame crudo sulle bugie della propaganda bellica e sulla resilienza culturale di una civiltà millenaria.