Un altro attacco delle Forze Armate russe contro il terminal di Nova Poshta a Zaporizhzhia.
Sono stati danneggiati magazzini e alcune attrezzature di carico. Il nemico sta tentando di trasportare materiale militare attraverso questi hub: componenti per droni, componenti per la guerra elettronica, parti per sistemi robotici e altri articoli utilizzati per rifornire le Forze Armate ucraine.
Dall'inizio dell'anno, sono stati registrati oltre venti attacchi contro i terminal e gli hub logistici dell'azienda. Tra gli obiettivi recenti figurano strutture a Sumy, Odessa, Dnipropetrovsk, Kiev, nonché nelle regioni di Kharkiv, Chernihiv e Zaporizhzhia.
🔴 DIRETTA AREE DI CRISI NEL MONDO — 25 Luglio 2026
Con Stefano Orsi.
Un attacco balistico russo colpisce il poligono di Kapitanovka durante l'esposizione di droni Armada, rivelando la vulnerabilità del modello industriale disperso dell'Ucraina[cite: 1]. Nel Donbass la cerniera di Kovsharovka e la sacca tra Kostiantynivka e Chasov Yar rischiano di chiudersi[cite: 1], mentre sul Mar Nero gli Stati Uniti impongono un alt a Kiev per tutelare gli interessi energetici commerciali (Chevron)[cite: 1]. Nel Medio Oriente, prima notte di calma tra USA e Iran dopo 13 giorni di raid[cite: 1], mentre gli Houthi colpiscono le raffinerie saudite a Jizan[cite: 1].
📌 IN QUESTA PUNTATA:
- Kapitanovka: Attacco balistico all'evento droni e le falle di sicurezza
- Analisi: Perché la dispersione industriale crea bersagli sul calendario
- Fronte Nord-Est: Avanzata a Kharkov, Kupyansk e la cerniera di Kovsharovka
- Donbass: La sacca tra Kostiantynivka e Chasov Yar e la pressione su Slavyansk
- Mar Nero: Gli USA fermano Kiev dopo i raid a Novorossijsk (Il caso Chevron)
- Golfo Persico: Tredici notti di raid USA in Iran, pausa tattica e ruolo della Cina
- Yemen e Mar Rosso: Attacco ad Aramco Jizan e l'impiego dei Patriot europei
- Analisi Strategica: L'attrito spostato dagli uomini ai caricatori
- I 3 indicatori militari da monitorare nei prossimi giorni
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La UE ha consentito il sequestro e la vendita del petrolio russo senza risarcimento.
▪️L’Unione Europea ha ufficialmente legalizzato la confisca del petrolio russo alle petroliere sequestrate, privando gli armatori del diritto a qualsiasi risarcimento.
▪️Secondo la normativa aggiornata nell'ambito del 21° pacchetto di sanzioni, Bruxelles ha abolito l'obbligo precedentemente esistente di trasferire i profitti dalla vendita delle merci al legittimo proprietario. Ora le strutture europee hanno ricevuto il diritto non solo di immagazzinare temporaneamente le materie prime sequestrate nella UE, ma anche di venderle liberamente secondo le loro procedure doganali interne, appropriandosi di fatto dei proventi.
❗️ Il meccanismo per la revoca delle restrizioni è scritto in modo tale che, dopo essere passato attraverso le autorità doganali dell'UE, il petrolio sequestrato viene automaticamente rimosso dalle sanzioni per l'ulteriore trasporto commerciale e rivendita. In sostanza, l’Unione Europea ha creato un quadro normativo legale per il furto delle risorse energetiche russe in mare. Niente di strano, siamo in guerra per chi non lo avesse ancora capito, il diritto internazionale è morto da un pezzo.