UCRAINA, ATTACCO ALLA CHIMICA RUSSA - Le forze armate ucraine nella notte hanno attaccato tre obiettivi del complesso energetico e petrolifero russo. A Niznekamsk (Tatarstan), è stato colpito uno dei più grandi impianti petrolchimici del Paese, il Niznekamskneftekhim (NKNK), che produce gomme sintetiche, plastica, monomeri e poliesteri (video). Un altro attacco ha colpito la raffineria di Niznekamsk (TANECO). Secondo i primi dati, sono state danneggiate due unità AVT, strutture chiave della prima lavorazione del petrolio, oltre al parco serbatoi. Lo stabilimento appartiene a "Tatneft" e ha una capacità di 16,2 milioni di tonnellate all'anno. Inoltre un drone ha colpito un edificio di 12 piani, facendo tre vittime. Infine, le forze armate ucraine hanno attaccato lo stabilimento chimico Togliattikauchuk a Togliatti, nella regione di Samara. L'azienda produce gomme sintetiche, monomeri, polimeri e additivi per benzina.
🇺🇸🇮🇷 Guerra USA - Iran, “concordato il testo dell’accordo preliminare”
Secondo Axios, citando fonti, gli Stati Uniti e l'Iran hanno raggiunto un’intesa sul testo dell'accordo preliminare che prevede l'estensione del cessate il fuoco per 60 giorni e la ripresa dei negoziati sul programma nucleare iraniano.
Secondo quanto riporta Axios, il memorandum prevede l'apertura immediata dello Stretto di Hormuz senza alcun “pedaggio” per le navi, nonché la graduale revoca delle sanzioni statunitensi in cambio dell'adempimento da parte dell'Iran dei termini dell'accordo. Si discute anche della possibilità di ridurre il livello di arricchimento dell'uranio già accumulato dall'Iran sotto la supervisione degli ispettori delle Nazioni Unite.
Mentre nella serata di ieri Trump ha annunciato ufficialmente il raggiungimento dell’accordo, Teheran, non ha ancora definitivamente confermato questa notizia. Secondo Axios questo accordo sarebbe già stato approvato ai piani alti in Iran, mentre manca la decisione finale da parte della leadership Suprema del paese. Ismail Baghai, rappresentante del Ministero degli Esteri iraniano, ha affermato che una parte significativa del testo dell'accordo è già stata concordata ma Teheran "non ha ancora preso una decisione definitiva". Secondo gli iraniani le difficoltà sono dovute dal fatto che la parte americana cambia costantemente la sua posizione avanzando ogni volta nuove richieste.
Reale volontà di negoziare o ennesima speculazione? In seguito alle dichiarazioni di Trump su un possibile accordo di pace con l'Iran, i prezzi del petrolio sui mercati internazionali sono diminuiti del 4,5-5%. Il costo di un barile di Brent, per la prima volta da metà aprile, è tornato a scendere sotto gli 89 dollari.
🔴 L'Iran starebbe preparando una vera e propria trappola per un eventuale sbarco americano sull'isola di Kharg.
Secondo quanto riportato dalla CNN, Teheran avrebbe trasformato l'isola in una posizione fortificata, minando le aree costiere considerate più vulnerabili e rafforzando le difese con sistemi antiaerei e missili portatili.
L'obiettivo sarebbe quello di rendere estremamente costosa qualsiasi operazione terrestre statunitense.
Kharg non è un'isola qualunque: da qui transita la grande maggioranza delle esportazioni petrolifere iraniane. Per questo viene considerata uno degli obiettivi strategici più importanti in caso di escalation del conflitto.
Funzionari ed esperti militari citati dall'emittente americana ritengono che un tentativo di conquista potrebbe trasformarsi in un'operazione ad altissimo rischio, con la possibilità di pesanti perdite tra le forze statunitensi.
In altre parole, secondo la ricostruzione della CNN, Teheran starebbe cercando di scoraggiare qualsiasi sbarco creando le condizioni per intrappolare le truppe americane fin dal primo momento dell'operazione.