⚡️⚠️⚠️🇮🇷🇺🇸 L'amministrazione Trump sta valutando la possibile utilizzo di armi nucleari contro l'Iran, afferma l'ex congressista Marjorie Taylor Greene.
Parallelamente Russia e Cina mandano segnali che se Stati Uniti ed Europa vogliono la guerra questa sarà mondiale. In questo quadro si possono inquadrare sia la visita di Putin nelle isole Curili, contese con il Giappone, sia i pattugliamenti della guardia costiera cinese ad est di Taiwan in funzione anti-giapponese e anti-filippina.
Tutto ciò ha effetti pesanti sui corridoi marittimi di trasporto delle merci: gli stretti del golfo persico sono bloccati o quasi dalla guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Il Mediterraneo riceve sempre meno merci, che vengono dirottate verso il Capo di Buona Speranza e quindi l’Atlantico o, dalla settimana scorsa, attraverso l’Artico con un collegamento settimanale tra Cina ed Europa del Nord.
Ucraina, nessuno spazio per una soluzione negoziata - Stefano Orsi Salvo Ardizzone
In primo piano sempre Ucraina e Medio Oriente.
Ad un anno dal vertice in Alaska tra il presidente statunitense Trump e quello russo Putin il cosiddetto spirito di Anchorage è completamente svanito. Per la Russia non ci sono spazi di trattativa con l’Occidente e quindi ha accelerato sia le operazioni di terra che il lancio di missili per distruggere le infrastrutture di Kiev e paralizzare l’Ucraina.
Il conduttore affronta senza filtri i temi più controversi del conflitto: la sua versione dei fatti su Bucha, la definizione del ruolo della NATO e dell'Occidente nell'escalation dal 2014 in avanti. L’intervista si incentra poi sull'escalation nucleare: il giornalista dichiara apertamente di essere favorevole all'uso di armi atomiche come strumento "inevitabile" per farsi ascoltare dall'Occidente, evocando scenari come un blocco di Kaliningrad o un'ipotetica invasione di truppe polacche e ucraine in Bielorussia come possibili soglie di attivazione della dottrina nucleare russa. Rievoca inoltre la propria precedente uscita mediatica sull'arma Poseidon contro la Gran Bretagna, insistendo che non si trattasse di provocazione ma di un avvertimento reale.
Nel corso del confronto, spesso acceso, con l'intervistatrice svizzera, Solovyov critica duramente la classe politica europea, citando figure come Kaja Kallas, Macron, Merz e von der Leyen, e sostiene che l'Europa abbia perso credibilità morale a causa del proprio passato coloniale e della gestione della crisi ucraina.
Solovjov, il numero uno della TV russa avverte l’Europa in guerra: useremo le armi nucleari
Nel mezzo di un conflitto che non accenna a spegnersi in Ucraina, Solovyov lancia un avvertimento alla postura sempre più guerrafondaia dell'Europa. In questa intervista esclusiva, concessa alla televisione svizzera, il volto di punta di Rossija 1 ripercorre la propria biografia, dalle origini a Mosca agli anni trascorsi negli Stati Uniti come docente universitario, fino all'ingresso nel mondo dei media russi negli anni '90.