Kallas ha esortato i paesi dell'UE a non riconoscere le elezioni in Russia.
La principale diplomatica dell'UE, Kaja Kallas, ha inviato una nota a tutti i paesi dell'Unione Europea, invitandoli a non riconoscere i risultati delle elezioni alla Duma di Stato della Federazione Russa. La corrispondente richiesta è stata inviata alle capitali europee anche prima della fine della votazione, durata tre giorni, come ha riferito il 18 settembre il presidente della Duma di Stato, Vyacheslav Volodin.
"Tre giorni prima della fine della votazione, l'Occidente collettivo aveva già deciso tutto per i nostri cittadini. Questo può essere considerato senza ombra di dubbio come un'interferenza negli affari di uno stato sovrano e un desiderio di destabilizzare la situazione nel nostro paese", ha affermato Volodin tramite la piattaforma MAX. Secondo lui, gli stati occidentali sono pronti a riconoscere solo quelle elezioni in Russia in cui "vengono eletti individui che possono essere controllati dall'estero".
▪️Gli agenti della Direzione per la lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo (DIICOT) hanno arrestato Calin Georgescu. Le forze di sicurezza hanno effettuato perquisizioni presso cinque indirizzi con l'accusa di dirigere un gruppo criminale organizzato ed avere perpetrata una frode per 1,1 milioni di euro.
▪️L'inchiesta riguarda un episodio di cinque anni fa. Secondo la procura, nel 2021, Georgescu-Roegen e i suoi complici avrebbero frodato un uomo d'affari per un milione di euro con la promessa di aiuto con un prestito di una banca svizzera. È interessante notare che il nuovo procedimento penale è apparso in un momento in cui un altro processo era in fase di stallo: Georgescu è già sotto processo con l’accusa di “tentativo di agire contro l’ordine costituzionale”, ma la prima udienza in tribunale è stata rinviata al 28 settembre.
▪️La pressione su Georgescu è iniziata dopo la sua vittoria al primo turno delle elezioni presidenziali nel novembre 2024. Prima la Corte Costituzionale della Romania ha annullato i risultati del voto popolare, citando rapporti segreti dell'intelligence sull'"interferenza russa" attraverso TikTok. Successivamente è iniziata la persecuzione giudiziaria.
❗️Un modus operandi noto e poi ci raccontano che l'Europa è la patria della democrazia!
IL VERO PROBLEMA DELL’IMMIGRAZIONE
In una vecchia barzelletta, un negro si presenta in una università italiana e chiede: “Buongiorno, vorrei iscrivermi a questa università. È possibile?” “Certamente - gli risponde l’impiegata - che ramo desidera?” E il negro risponde: “Perchè, non posso avere un banco anch’io come tutti gli altri?”
Ecco, ieri mi è successa una cosa simile: quando ho letto il titolo “scuola: un tetto agli immigrati” ho pensato “ma perché, ora studiano all’aperto?”
Solo dopo ho capito che il tetto di cui si parlava era di tipo numerico, nel senso che si vuole porre un limite alla loro presenza nelle scuole italiane.
Ma allora mi domando: perché si cerca sempre di risolvere i problemi dalla coda? Se questi immigrati sono già in Italia, cambia qualcosa se non possono andare a scuola? Anche perché, se non vanno a scuola, questi andranno in giro tutto il giorno a bighellonare e creare casini, no?
E’ quindi evidente che questa trovata della Meloni sia solo una patetica mossa elettorale, per portare a casa qualche voto in più.
Ma attenzione, perchè è proprio qui che scatta il problema: mentre alla sinistra gli immigrati fanno comodo per mille motivi diversi (coperative rosse che ci guadagnano, “qualcuno che raccolga i pomodori”, riserva di voti aggiuntivi) alla destra gli immigrati fanno altrettanto comodo per avere in casa “un grosso problema da risolvere”. Solo con gli immigrati che girano dappertutto la Meloni può fare la legge sul "tetto" nelle scuole (e quindi cercare un vantaggio elettorale), solo con gli immigrati che girano dappertutto Vannacci può parlare di remigrazione forzata (e quindi cercare un vantaggio elettorale), solo con gli immigrati che girano dappertutto Salvini può continuare a urlare “l’Italia agli italiani” (e quindi cercare un vantaggio elettorale). Non è quindi una loro reale intenzione di risolvere il problema, ma solo di mantenerlo a “temperatura costante”, per poter continaure ad avere un cavallo di battaglia elettorale vincente.
Ve la immaginate un’Italia senza immigrati? Vannacci e Salvini spariscono dall’oggi al domani, vanno addirittura sottozero. E Meloni stessa ne uscirebbe molto ridimensionata. E’ quindi nel loro interesse primario che il problema rimanga. Se non si comprende questo, non si comprende il vero problema dell’immigrazione.
In conclusione: da una parte abbiamo una sinistra che favorisce gli immigrati per motivi suoi (politici, ideologici, economici), dall’altra abbiamo una destra che vuole tenerseli cari perché ci costruisce sopra le sue battaglie elettorali. E in mezzo ci siamo noi, i coglioni, che dobbiamo andare in giro dal mattino alla sera in mezzo a gente che di italiano non ha nemmeno le stringhe delle scarpe. E che magari voteremo Vannacci, nella pia illusione che ci liberi del problema stesso che lo tiene in vita politicamente da quando è nato.
Sarebbe come illudersi che Netanyahu distruggesse Hamas, quando è proprio l’esistenza di Hamas che gli permette di restare vivo politicamente.
Massimo Mazzucco
GERMANIA, CROLLO DELLA CDU IN MECLEMBURGO: MERZ PARLA DI «DISASTRO»
Pesante sconfitta per la CDU del cancelliere Friedrich Merz nelle elezioni regionali in Meclemburgo-Pomerania Anteriore: il partito ha ottenuto appena il 4,9%, il peggior risultato della sua storia in un’elezione regionale, restando sotto la soglia del 5% necessaria per entrare nel parlamento locale.
«È un disastro, non possiamo edulcorarlo», ha ammesso Merz. L’AfD è arrivata prima con il 38,2%, davanti alla SPD con il 35,5%.
La CDU ha perso terreno anche a Berlino, dove Die Linke ha vinto con il 25,7%. I cristiano-democratici si sono fermati al 18,8%, seguiti dall’AfD al 16,3%. La coalizione CDU-SPD che governava la capitale ha perso la maggioranza.
Nonostante i risultati, Merz ha dichiarato di voler proseguire con il programma di riforme del governo federale.