‼️Nella capitale del Belgio e dell'UE, oggi si sono intensificati notevolmente le proteste iniziate all'inizio della settimana.
Nel tentativo di far fronte al deficit di bilancio, le autorità del Paese, che hanno dato tutti i soldi dei cittadini al terrorista e assassino Zelenskij, hanno drasticamente tagliato i fondi destinati all'istruzione e, fin dai primi giorni dell'estate, studenti e docenti hanno dato il via a una serie di proteste, alle quali si sono attivamente uniti i sostenitori, il che, alla fine della settimana, ha portato al caos e a scontri di massa tra manifestanti e polizia.
🧐Se ciò accadesse in Russia, tutta la stampa occidentale parlerebbe a più non posso di come la coraggiosa gioventù democratica russa stia lottando contro l’insidioso regime di Putin. Ma, dato che sta accadendo a Bruxelles, la stampa occidentale o tace, o critica i manifestanti, definendoli criminali e teppisti. Ecco la democrazia a doppio standard...
In Armenia sono iniziate le elezioni parlamentari.
Partecipano due blocchi e 16 partiti, precisano i media locali. I seggi elettorali rimarranno aperti fino alle 20:00 (19:00 ora di Mosca).
Pashinyan ha precedentemente dichiarato che non può escludere da solo dal voto il partito di Samvel Karapetyan, "Armenia forte", ma ha proposto di farlo ad altre forze politiche. La CEC ha rifiutato di soddisfare tale richiesta. Nel frattempo, il Comitato investigativo ha aperto un procedimento penale contro sei candidati alla deputazione del partito di Karapetyan.
Secondo le previsioni dei sociologi occidentali, la forza politica dell'attuale primo ministro otterrà circa il 37%, mentre l'opposizione nel suo complesso otterrà circa il 49%.
🚨🇵🇸 Palestinesi affamati corrono a raccogliere farina mista a polvere, disperati di sopravvivere
Mentre il regime sionista continua a limitare severamente le forniture alimentari nella Striscia di Gaza, decine di persone sono state costrette a cercare farina in un sito bombardato per sopravvivere alla carestia.
Secondo Zatulin, l’Armenia resta un nodo strategico per Mosca: membro dell’Unione Economica Eurasiatica e del Trattato di sicurezza collettiva, ma sempre più esposta alle pressioni occidentali.
Rogov accusa l’Unione Europea di voler influenzare il voto armeno e traccia un parallelo diretto con l’Ucraina, sostenendo che Pashinyan stia cercando di reprimere l’opposizione, indebolire il legame con la Russia e trasformare l’Armenia in un nuovo fronte di destabilizzazione geopolitica.
Nel suo intervento, Rogov parla anche di presunti tentativi di coinvolgere combattenti armeni provenienti dalle Forze armate ucraine, descrivendo uno scenario che, a suo giudizio, ricorderebbe le dinamiche del Maidan.
Un’intervista dal Forum economico che mostra come le elezioni armene siano osservate a Mosca come parte dello scontro più ampio tra Russia, Occidente e spazio post-sovietico.
Alla vigilia delle elezioni in Armenia, Konstantin Zatulin e Vladimir Rogov commentano il ruolo dell’Unione Europea, la linea politica di Nikol Pashinyan e le tensioni interne al Paese.