TEORIA DEL CONTAGIO: IL CLAMOROSO FALLIMENTO DELLA VIROLOGIA SPERIMENTALE
Da decenni la narrazione ufficiale ci bombarda con una visione terroristica: i virus sarebbero entità onnipotenti, capaci di saltare da un individuo all'altro alla minima vicinanza e persino da animale all'uomo. Ma cosa succede quando la scienza prova a dimostrare questa "verità" in modo rigoroso e controllato, lontano dai modelli matematici astratti? Il castello di carte crolla miseramente.
Oggi analizziamo uno studio (l'ennesimo) che rappresenta una pietra tombale sulla concezione semplicistica del contagio influenzale: il lavoro condotto da Jonathan Van-Tam nel 2013, pubblicato su PLOS Pathogens. Un esperimento che meriterebbe di essere discusso in ogni facoltà di medicina, ma che giace sommerso dal silenzio dei dogmi accademici.
L'ESPERIMENTO: QUANDO LA REALTÀ SMENTISCE IL DOGMA
Lo studio EMIT-1 (Evaluating Modes of Influenza Transmission) è stato progettato per osservare la trasmissione del virus H1N1 in un ambiente controllato. La metodologia era, sulla carta, infallibile:
A. Sono stati reclutati 52 "donatori" a cui è stato inoculato intenzionalmente il virus dell'influenza.
B. Questi soggetti sono stati messi a vivere in stretta vicinanza con 75 "ricevitori" sani in un ambiente confinato.
C. Le condizioni erano studiate per massimizzare il contagio: spazi comuni, interazioni prolungate e monitoraggio costante.
Il risultato? Un fallimento totale per i sostenitori della teoria classica. Nonostante la vicinanza forzata, la trasmissione tra i soggetti è stata esattamente di ZERO. Nessuna persona sana si è ammalata. Nessun tampone PCR è risultato positivo (per quello che conta).
IL TERRENO È TUTTO, IL MICROBO È NULLA
Se il virus fosse davvero il "mostro" descritto dai media, come si spiega questo esito? Gli autori tentano di salvarsi parlando, come fatto altre volte, di "ventilazione dei locali", una spiegazione che rasenta il ridicolo. Se basta un locale arieggiato per azzerare il potere infettivo di un virus che dovrebbe paralizzare il mondo, allora l'intera gestione delle emergenze sanitarie andrebbe rimessa in discussione.
La verità è un'altra: la salute non è un gioco d'azzardo. Non è il seme (il virus) a decidere la malattia, ma il terreno (l'ospite) e l'ambiente circostante. La virologia moderna ignora sistematicamente i fattori che rendono un organismo invulnerabile.
IN CONCLUSIONE: IL CONTAGIO E LA VIROLOGIA SONO DOGMI INCONTESTABILI ANCHE CON EVIDENZE COME QUESTA
Il virus non sono mai stati isolati e sono invisibili.
La luce artificiale invece è VISIBILE e dei suoi danni alla salute umana, animale e vegetale nessuno ne parla.
RIFERIMENTO DELLO STUDIO: Van-Tam JN, et al. (2013). PLOS Pathogens.
https://journals.plos.org/plospathogens/article?id=10.1371/journal.ppat.1008704
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